ABITARE IL MINERALE è un progetto crossdisciplinare di produzione artistica, ricerca,
esplorazione, discussione e formazione, in cui linguaggi, luoghi, attività e agenti diversi concorrono allo sviluppo di un dibattito e di una riflessione corale. Il progetto affronta il rapporto tra materialità e dimensione immateriale della vita informata dalle tecnologie digitali, alla luce delle teorie filosof
iche e scientifiche espresse dall’Agential
Realism e dal New Materialism. Sviluppatesi negli ultimi dieci anni, tali teorie espandono il
concetto di agency al mondo non-umano, considerando la materia, l’uomo e i suoi strumenti di comunicazione e di indagine scientifica, all’interno di un rapporto di interdipendenza. Allo stesso tempo tale prospettiva ha aperto un’indagine sui processi creativi ampliandone i confini ed esercitando un notevole influsso sulla ricerca artistica contemporanea. Il programma delle iniziative di ABITARE IL MINERALE include performance, esplorazioni conoscitive, dialoghi, conferenze e lezioni, destinati a prendere forma in geositi e cave del Piemonte e al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, con la partecipazione di studiosi e artisti di generazioni diverse che da anni indagano questi temi: dalla norvegese Marianne Heier al duo torinese Caretto e Spagna, da Massimo Bartolini a Giovanni Anselmo e Giuseppe Penone, storici esponenti dell’Arte Povera, fino ai giovani Luca De Leva e Roberto Fassone, che esplorano nella loro ricerca la relazione tra creazione artistica, soggettività e nuove tecnologie nella società post-Internet. ABITARE IL MINERALE è un progetto concepito anche come un percorso formativo, caratterizzato da un ciclo di lezioni durante le quali approfondire il rapporto tra visione e documentazione nell’ambito della produzione di immagini, dal cinema al video digitale, e da un laboratorio di story-telling finalizzato alla narrazione del progetto attraverso il video, la fotografia digitale e altri contenuti multimediali, rivolto a studenti di discipline artistiche e creative, guidato dalla filmmaker Irene Dionisio e della fotografa Francesca Cirilli in qualità di tutor. Dallo sguardo sui processi di formazione e trasformazione della materia minerale, a quelli
che riguardano la società umana, tra l’agorà greca e quella virtuale in cui si esplicano le nuove forme del paradigma democratico e le sue relative insidie, il progetto è inteso come una piattaforma fluida e attiva, la cui materia, per usare le parole della teorica Karen Barad,
è un “coagulo di agenti, morfologicamente attivo, generativo e articolato”.