Quinlan - Rivista di critica cinematografica

Quinlan - Rivista di critica cinematografica Pagina alternativa della rivista online attiva dal 2013

In sala da giovedì 14 maggio.A due anni dalla firma del live action Peter Pan & Wendy, per Walt Disney Picture, il bravo...
12/05/2026

In sala da giovedì 14 maggio.
A due anni dalla firma del live action Peter Pan & Wendy, per Walt Disney Picture, il bravo David Lowery torna al cinema sotto l’egida della A24 con Mother Mary, thriller psicologico “da camera” con risvolti orrorifici, che risuona tanto di un certo Roman Polański quanto pure – comprensibilmente – degli echi fantasmatici dell’ossessione dello stesso Lowery per traumi ed errori del passato a informare le stasi e le “possessioni”, la frammentarietà della percezione temporale dei noi del presente – come visto, su tutti, in Storia di un fantasma.
La recensione di Federico Di Renzo.

David Lowery torna al cinema con Mother Mary, thriller psicologico "da camera" con risvolti orrorifici, che risuona di Roman Polański.

A un passo dall’ottantesima edizione, il Festival di Cannes 2026 mostra per l’ennesima volta i muscoli di un evento che ...
12/05/2026

A un passo dall’ottantesima edizione, il Festival di Cannes 2026 mostra per l’ennesima volta i muscoli di un evento che è parte integrante, vetrina e vessillo di un’industria cinematografica in continua espansione. Prima ancora dei film, degli autori, delle varie filmografie, a contare – ed emergere dalle scelte della selezione – è la strategia produttiva, distributiva e, last but non least, culturale del festival e di tutto il movimento. Un evento abnorme, magmatico, fuori scala, affascinante quanto respingente: da qui, compreso l’indigeribile tappeto rosso, il cinema prende forma. Un bene, un male.
A cura di Enrico Azzano.

A un passo dall'ottantesima edizione, il Festival di Cannes 2026 mostra per l'ennesima volta i muscoli di una kermesse...

Si apre oggi ufficialmente la settantanovesima edizione del Festival di Cannes, e sulla Croisette arriva anche il minuto...
12/05/2026

Si apre oggi ufficialmente la settantanovesima edizione del Festival di Cannes, e sulla Croisette arriva anche il minuto per minuto di Quinlan. Buona lettura!

Cannes 2026, settantanovesima edizione del festival transalpino, riparte dalle prenotazioni dei posti in sala. Chi vincerà la Palma d'Oro?

Las Palmas 2026.Abbiamo incontrato il cineasta cinese Bi Gan durante il Festival Internacional de Cine de Las Palmas de ...
11/05/2026

Las Palmas 2026.
Abbiamo incontrato il cineasta cinese Bi Gan durante il Festival Internacional de Cine de Las Palmas de Gran Canaria 2026 dove gli è stato dedicato un omaggio, “Bi Gan Blues”, e gli è stato assegnato il riconoscimento della Lady Harimaguada de Honor.
A cura di Giampiero Raganelli.

Abbiamo incontrato Bi Gan durante il Festival Internacional de Cine de Las Palmas de Gran Canaria 2026 dove gli è stato dedicato un omaggio.

In sala.A chiudere un cerchio che era come una ferita aperta, è arrivato il momento di recuperare su grande schermo Mill...
11/05/2026

In sala.
A chiudere un cerchio che era come una ferita aperta, è arrivato il momento di recuperare su grande schermo Millennium Actress, secondo lungometraggio di Satoshi Kon, trascinante omaggio al cinema e ai suoi meccanismi, straordinario esempio delle potenzialità narrative, visive, tecniche e immaginifiche dell’animazione – e del montaggio nel cinema d’animazione. Dopo le uscite di Perfect Blue (1997), Tokyo Godfathers (2003) e Paprika (2006), meglio tardi che mai, possiamo finalmente (in)seguire la storia – le storie! – di Chiyoko Fujiwara.
Articolo a cura di Enrico Azzano.

A chiudere un cerchio che era come una ferita aperta, è arrivato il momento di recuperare su grande schermo Millennium Actress...

Far East 2026.Parzialmente autobiografico e precisissimo nel delineare in ogni suo aspetto lo stravolgimento emotivo e q...
11/05/2026

Far East 2026.
Parzialmente autobiografico e precisissimo nel delineare in ogni suo aspetto lo stravolgimento emotivo e quotidiano di chi si prende cura di un familiare malato, 90 Meters di Shun Nakagawa racconta un legame affettivo e una vita sospesa che dovrà in qualche modo vincere i sensi di colpa per ricominciare a guardare in avanti. Un percorso di dolore, responsabilità, accettazione, incomunicabilità, empatia e altruismo, ma anche di una dedizione assoluta per l’altro specchio dell’intera cultura nipponica e, infine, di sofferta rinascita, che si tiene alla larga da ogni possibile pastoia retorica per rivelarsi invece sincero e pudico, straziante e dolcissimo, mai morboso e anzi a più riprese commovente.
La recensione di Marco Romagna.

90 Meters di Shun Nakagawa racconta un legame affettivo e una vita sospesa che dovrà in qualche modo vincere i sensi di colpa.

In sala.Con Noi due sconosciuti Janicke Askevold costruisce una commedia morale trattenuta, attraversata da un’ironia so...
11/05/2026

In sala.
Con Noi due sconosciuti Janicke Askevold costruisce una commedia morale trattenuta, attraversata da un’ironia sottile e da un’inquietudine affettiva che cresce senza forzature. Il film parte da una premessa potenzialmente brillante – una madre single che rintraccia il donatore anonimo grazie al quale è nato suo figlio – e la conduce verso un territorio più complesso, dove la curiosità diventa bisogno, la menzogna si trasforma in relazione, e ogni definizione familiare mostra la propria insufficienza.
La recensione di Francesco Puma.

Con Noi due sconosciuti Janicke Askevold costruisce una commedia morale trattenuta, attraversata da un'ironia sottile.

Corman 100.Ultimo degli adattamenti cormaniani da Edgar Allan Poe, La tomba di Ligeia chiude la serie nel segno della li...
10/05/2026

Corman 100.
Ultimo degli adattamenti cormaniani da Edgar Allan Poe, La tomba di Ligeia chiude la serie nel segno della libertà stilistica e di un massimo di apertura narrativa. Un gotico ben piantato nella tradizione del fantastico britannico che combina ottimamente orrore e romanticismo, necrofilia e amour fou, scrittura e immagine.
Articolo a cura di Alessio Palma.

Ultimo degli adattamenti cormaniani da Edgar Allan Poe, La tomba di Ligeia chiude la serie nel segno della libertà stilistica.

Las Palmas 2026.Ancora un viaggio visivo attraverso territori estremi per il filmmaker spagnolo Carlos Casas che, con Kr...
10/05/2026

Las Palmas 2026.
Ancora un viaggio visivo attraverso territori estremi per il filmmaker spagnolo Carlos Casas che, con Krakatoa, ci porta attorno al leggendario vulcano nell’arcipelago indonesiano per un trip psichedelico e allucinatorio, l’odissea di un uomo solo, l’ultimo o il primo uomo sulla Terra.
La recensione di Giampiero Raganelli.

Carlos Casas con Krakatoa ci porta attorno al leggendario vulcano nell'arcipelago indonesiano per un trip psichedelico e allucinatorio.

In sala.Pecore sotto copertura parte da una premessa quasi impraticabile, quella di un gregge di pecore chiamato a risol...
10/05/2026

In sala.
Pecore sotto copertura parte da una premessa quasi impraticabile, quella di un gregge di pecore chiamato a risolvere un omicidio, e riesce a trasformarla in una favola morale sorprendentemente compatta, dove il giallo, la commedia e il racconto di formazione convivono senza annullarsi. Kyle Balda governa il tono con sicurezza, evitando sia la farsa ovina sia il sentimentalismo del film familiare, mentre la sceneggiatura di Craig Mazin, ispirata al romanzo GlennKILL di Leonie Swann, trova nella prospettiva animale un modo obliquo e tenerissimo per interrogare il lutto, la memoria e la perdita dell’innocenza.
La recensione di Francesco Puma.

Pecore sotto copertura parte da una premessa impraticabile, quella di un gregge di pecore chiamato a risolvere un omicidio.

Ancora in sala.Con The Long Walk Francis Lawrence trasforma la semplicità brutale di una regola – camminare senza scende...
08/05/2026

Ancora in sala.
Con The Long Walk Francis Lawrence trasforma la semplicità brutale di una regola – camminare senza scendere sotto le tre miglia all’ora – in una delle allegorie distopiche più dure nate dall’immaginario di Stephen King. Tratto da La lunga marcia, il primo romanzo iniziato da King e pubblicato sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, il film riduce il mondo a una strada, a un gruppo di corpi giovani costretti a durare, a una nazione che ha trasformato il sacrificio in spettacolo e la sopravvivenza in propaganda. Dentro questa macchina di morte, Lawrence trova una zona inattesa di umanità: l’amicizia tra Ray e Peter, i legami tra i partecipanti, gli oggetti che ciascuno porta con sé, la fatica condivisa, la pietà come ultima forma di conoscenza. Ne nasce un’opera aspra, fisica, profondamente morale, capace di leggere la distopia come immagine deformata di un presente in cui la vita stessa diventa capitale da rischiare.
La recensione di Francesco Puma.

The Long Walk trasforma la semplicità brutale di una regola in una delle allegorie distopiche più dure nate dall'immaginario di Stephen King.

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