28/12/2025
ANNA FOA AL FILMFEST
SUL DRAMMA DELLA PALESTINA
E’ stato uno dei momenti topici del Trevignano FilmFest 2025, che anche nella sua quattordicesima edizione ha riempito sino all’orlo la sala del Cinema Palma. L’incontro di sabato 22 novembre con la professoressa Anna Foa, fresco Premio Strega per la saggistica con “Il suicidio di Israele”, che prima ha assistito alla proiezione del film “Bye Bye Tiberiade” di Lina Soualem, e poi ha risposto alle domande dell’editore Giuseppe Laterza, del direttore artistico del FilmFest Fabio Ferzetti, del suo presidente Corrado Giustiniani e alle diverse altre formulate dal pubblico. La professoressa, di religione ebraica, ha parlato per più di un’ora, e proponiamo qui il video del suo intero intervento. Per comodità di chi ci segue, ricordiamo, in sintesi, alcuni passaggi significativi.
“BYE BYE TIBERIADE”: “E’ un film straordinario, con le immagini del 1948 inserite in bianco e nero. E’ stato chiaramente girato prima del 2023. Mi ha colpito la totale mancanza di vittimismo: andiamo avanti, nonostante tutto. E’ un film tra due mondi, la madre della regista ha la cittadinanza francese e può muoversi tranquillamente, in Israele come in Siria, le altre no”.
ISRAELE E’ UN PAESE DEMOCRATICO? (minuto 16 in poi) “Fin dal 1948, la democrazia ha mostrato gravi carenze, nonostante la dichiarazione di indipendenza sancisse l’eguaglianza per ebrei e palestinesi con cittadinanza israeliana. Di fatto gli ebrei erano soggetti a legislazione civile, mentre gli altri a giurisdizione militare. La Costituzione mancata? Qui è stato Ben Gurion a non approvarla, come invece il Paese si era impegnato a fare con l’Onu, perché non voleva creare traumi ai religiosi. Uno stato democratico dà assoluta eguaglianza a tutti i cittadini: la Nakba, cioè la cacciata, l’espulsione di 750 mila palestinesi nello stesso 1948, non è certo prova di democrazia. Io non credo (min 20’19) che sia un paese democratico, ma non lo crede una grossa parte degli israeliani. E poi nel 2018, ben prima dunque del 7 ottobre, è stata approvata la legge sul suprematismo ebraico, secondo la quale gli ebrei hanno uno status superiore rispetto agli altri”.
NELLE CARCERI SI TORTURA. (min. 19 e successivi). “Questo scandalo è venuto fuori con le dimissioni della procuratrice generale che aveva diffuso un video che documentava le torture. Nessuno sa come siano morti molti palestinesi in carcere, non sono stati mostrati i feretri”.
L’ESTREMISMO DI NETANYAHU. “Il governo è estremista al massimo grado, ministri e ministre sono favorevoli alla Grande Israele e alla cacciata dei palestinesi. Uno di loro ha avuto un ruolo nell’uccisione di Rabin”. (minuto 21).
LA FLOTILLA E DOPO. “Sì è vero, la flotilla ha avuto un ruolo importante nel diffondere l’indignazione popolare in Europa e nel mondo. Ma sono state importanti anche le foto di tanti bambini affamati. Dopo il piano di pace, i paesi che avevano minacciato sanzioni hanno taciuto. Nessuno si è accorto che mentre finiva il bombardamento di Gaza, si stava scatenando un attacco forsennato di esercito e coloni in Cisgiordania” (minuto 25).
IL GOVERNO AIUTA HAMAS (min. 28 in poi) “Che Hamas sia stato aiutato da governi israeliani è una cosa notissima da molti anni. Era assai meno pericoloso aiutarlo, piuttosto che favorire la creazione di uno Stato palestinese. Una marea di soldi, in parte provenienti dal Qatar, è andata ad Hamas. Quando c’è stato il 7 ottobre erano in corso trattative tra Israele e Hamas per una tregua decennale. Chissà se Hamas stesse imbrogliando Israele oppure, non essendo un monolite, al suo interno ci fosse un conflitto fra la parte militare quella politica. Comunque Hamas è nato e cresciuto su finanziamenti in gran parte venuti da Israele e poi dal Qatar e dall’Iran” .
LA BOMBA DENTRO ISRAELE. “La democrazia di Israele ha una bomba dentro, ed è l’occupazione dei territori. Ma ne ha anche un’altra, ed è la distinzione fra Stato degli ebrei e Stato democratico. La storiografia post sionista, ma anche in parte la politica, chiedono di rinunciare a questa distinzione, in favore di uno Stato in cui tutti abbiano gli stessi diritti e gli stessi doveri, come scrive Arturo Marzano in un altro libro uscito per Laterza. Ipotesi al momento piuttosto difficile”. (dal minuto 29.40 in poi).
Consigliamo naturalmente a tutti la visione e l’ascolto dell’intero intervento, con le domande poste dal pubblico.