19/03/2026
Cari soci e amici del Circolo del cinema di Locarno,
“Un po’ di cinema svizzero” nel segno dei film ticinesi
Quattro film di finzione, di cui i due ipernominati per il Premio del cinema svizzero 2026 (À bras-le-corps di Marie-Elsa Sgualdo e Bagger Drama di Piet Baumgartner); nove documentari, di cui due nominati (Blame di Christian Frei e Qui vit encore di Nicolas Wadimoff, vincitore del Prix de Soleure) e ben cinque ticinesi: questo è quanto offrono i quattro cineclub della Svizzera italiana quest’anno al pubblico nella ormai irrinunciabile rassegna dedicata al cinema nazionale recente, selezione del meglio che si è potuto apprezzare in gennaio alle 61esime Giornate di Soletta.
La novità di questa edizione di “Un po’ di cinema svizzero” è senz’altro la nutrita presenza di film ticinesi, che abbiamo voluto inserire non solo perché a Soletta hanno avuto un grande successo di pubblico (Becaària di Erik Bernasconi, qui non presente perché avrà la sua meritata uscita nelle sale, ha addirittura vinto il Prix du public!), ma anche perché sono il segnale di una crescente vitalità creativa nella nostra piccola regione.
Il Circolo del cinema di Locarno propone ben 4 titoli ticinesi, vale a dire Il fantasma che è in me di Michael Beltrami, Il canto del respiro di Simona Canonica e I fisici di Agnese Làposi, registi locarnesi. Completa il quartetto Memorie di un medico di montagna di Domenico Lucchini. Possiamo aggiungere pure Elisa di Leonardo Di Costanzo, regista italiano i cui ultimi film sono coprodotti dalla nostra Amka Films e dalla RSI.
Completano la selezione Bagger Drama di Pius Baumgartner e il documentario Blame del collaudato Christian Frei. La scelta è forzatamente personale e limitata, sia perché in un festival non si può vedere tutto, sia perché le nostre date impediscono di allargarla ad altri film meritevoli, ma crediamo che possa essere sufficientemente rappresentativa della qualità del cinema svizzero, ormai riconosciuta anche fuori dai nostri confini.
Che cosa accomuna i film presenti in questa edizione di “Un po’ di cinema svizzero”, che apparentemente trattano temi molto diversi?
Come scrive Michele Dell’Ambrogio nella dettagliata presentazione della rassegna, tutti i film gettano “uno sguardo sulla realtà di cui la politica è incapace, uno sguardo in grado di avvicinarci alle persone, alle loro sofferenze e alle loro speranze. Il cinema non può cambiare il mondo, ma può certamente contribuire a darci percezioni più profonde delle vicende umane solitamente escluse dal linguaggio «freddo» delle notizie e delle dichiarazioni dei politici. In questo senso il cinema, quando non si riduce a puro intrattenimento, può senz’altro aiutarci ad una miglior consapevolezza del nostro essere nel mondo.”
Ricordiamo che a partire da lunedì 30 marzo, oltre ai venerdì, anche tutti i lunedì le proiezioni inizieranno alle 20:30!
A presto al Gran Rex