11/08/2025
"Gioia Mia" di Margherita Spampinato è un film bellissimo e pieno di affetti, un’opera nostalgica e dolce che celebra la potenza dei legami affettivi in ogni sua forma e omaggia le estati d’infanzia e il mondo delle nonne.
Primo lungometraggio della regista, racconta la storia di Nico, un bambino dall’acuta intelligenza emotiva che, dal Nord Italia, si ritrova a trascorrere un mese d’estate in Sicilia, a casa dell’anziana zia Gela. Niente wi-fi, niente aria condizionata, solo piatti tradizionali mai assaggiati prima, le urla delle nonne che riecheggiano dai balconi e un condominio intero popolato di nonne e nipoti… e forse qualche spirito che abita gli appartamenti all’ultimo piano. Tra Nico e Gela - divisi da generazioni, valori e stili di vita - si accendono frizzanti battibecchi, fatte di botta e risposta comici e sorprendentemente riusciti.
Straordinario il giovane interprete di Nico (Marco Fiore): mimica, voce, relazione con gli spazi sono di rara naturalezza. A rendere profondamente umano il personaggio è la sua malinconia per la baby sitter di casa, al nord, che è partita lasciandogli un vuoto. Un distacco che ha il sapore di una prima e acerba pena d’amore che l’estate, grazie agli sguardi e alle narrazioni che incrocerà, saprà addolcire e trasformare. Costretto ad ingannare il tempo, Nico comincia a frequentare i bambini del quartiere e scoprire il passato di Gela, comprendendo piano piano quanto possano pesare le perdite affettive. Lentamente, tra litigi e confidenze, i due scopriranno di condividere ferite simili, anche legate agli affetti perduti.
La regia accompagna con delicatezza e attenzione lo sviluppo dei protagonisti, sostenuta da una colonna sonora che si accende nei momenti più teneri e romantici. Un’opera che cattura l’essenza della tenerezza infantile e la potenza dei legami affettivi, capaci di farci crescere, comprendere e trasformare. Racconta di quelle estati “smarrite”, lontane dalla tecnologia e dalla fretta quotidiana: pause preziose per consolidare affetti, formare l’identità e sviluppare l’empatia. Un piccolo gioiello di regia e interpretazione, capace di far ridere, emozionare e commuovere.
(Matteo)