07/02/2019
+0,84 °C
Questo è il numero che rende il 2018 appena concluso il quarto anno più caldo globalmente mai registrato, e probabilmente da millenni. Chi sono i primi tre? 2016, 2017 e 2015. E prima? 2014, 2010, 2013... e così via, solo alla decima posizione troviamo un anno del secolo scorso, il 1998. Se prendiamo i primi 20 anni più caldi, 18 di questi sono... gli ultimi 18 (2001-2018).*
Le anomalie sono calcolate rispetto al trentennio 1951-1980 (in climatologia considerare meno di 30 anni non ha senso). Se portiamo il riferimento al 1880-1910, le anomalie salgono di altri 0,23 °C. In pratica, stiamo a +1,07 °C di riscaldamento globale (+1,23 °C nel 2016).
Queste cifre ci pongono di fronte alla bruta realtà che l'idea di limitare il riscaldamento a 1,5 °C entro il 2100 è pura utopia, e persino i +2 °C (ritenuti dai climatologi la soglia oltre la quale le cose cominciano ad andare davvero male) sembrano impossibili.
Come vedete, il riscaldamento non è uniforme: è peggiore nell'artico, oltre +2 °C di anomalia. Questo perché (per esempio) la riduzione della banchisa bianca e riflettente aumenta la superficie di oceano scura che assorbe calore, fondendo ancora più banchisa in un circolo vizioso.
Il permafrost in Alaska e Siberia è in rapida ritirata, mentre la boscosa taiga avanza nella tundra. Non solo, ma la fusione del permafrost permette la decomposizione di vaste quantità di materia organica in esso conservate, come un freezer rotto: ulteriori emissioni di CO2 e metano che vanno ad aggiungersi a quelle antropiche, il vero motore del cambiamento in corso.
Gli eventi meteorologici più estremi (come le ondate di calore africano infernali) e violenti (come i cicloni tropicali) sono destinati a diventare ancora più frequenti o violenti, proprio perché riscaldamento non significa solo temperature maggiori, ma anche più energia in atmosfera. Questo non entra però in testa ai politici che, vedendo un fiocco di neve, gridano al complotto serrista-caldofilo, sperando che la popolazione si dimentichi da chi vengono pagati.
Voglio condividervi un appello (link nei commenti): è quello di una giovanissima svedese, Greta Thunberg. A 15 anni si è caricata il pesantissimo fardello non solo dell'aumentare la consapevolezza di quello che NOI giovani dovremo affrontare nella nostra vita, ma anche di quanto sia impellente cambiare direzione. Nelle sue parole, io voglio che vi prenda il panico. Perché se volete salvare una casa in fiamme servono sì i vigili del fuoco, ma anche una buona dose di paura, fretta, e abilità.
Alcuni mi daranno del "catastrofista". Io non so più come dirvelo che le cose si stanno facendo, ORA, molto pericolose. E continuerà, lentamente, come una rana non si accorge di essere bollita viva, come non vi siete accorti che le temperature sono cresciute di 1,48 °C in Italia rispetto al 1971-2000. Ho solo 27 anni, ma ho già visto con i miei occhi 4 ghiacciai alpini morire.
-Lorenzo
*Elaborazione NASA-GISS