Arzignano in Transizione

Arzignano in Transizione http:/it.wikipedia.org/wiki/
Città_di_transizione

La Transizione è un movimento culturale impegnato nel traghettare la nostra società industrializzata dall'attuale modello economico profondamente basato su una vasta disponibilità di petrolio a basso costo e sulla logica di consumo delle risorse a un nuovo modello sostenibile non dipendente dal petrolio e caratterizzato da un alto livello di resilienza. Analizzando più a fondo i metodi e i percors

i che la Transizione propone, si apre un universo che va ben oltre questa prima definizione e fa della Transizione una meravigliosa e articolatissima macchina di ricostruzione del sistema di rapporti tra gli uomini e gli uomini e tra gli uomini e il pianeta che abitano.

09/07/2020

"Per uscire davvero dalle emergenze..." è il documento-appello a firma della Coalizione Clima, la rete nazionale composta da oltre 200 organizzazioni, ambientaliste, sindacali, del terzo settore, di impresa, movimenti studenteschi e tanti singoli cittadini. Che propongono un modello di sviluppo...

07/02/2019

+0,84 °C

Questo è il numero che rende il 2018 appena concluso il quarto anno più caldo globalmente mai registrato, e probabilmente da millenni. Chi sono i primi tre? 2016, 2017 e 2015. E prima? 2014, 2010, 2013... e così via, solo alla decima posizione troviamo un anno del secolo scorso, il 1998. Se prendiamo i primi 20 anni più caldi, 18 di questi sono... gli ultimi 18 (2001-2018).*

Le anomalie sono calcolate rispetto al trentennio 1951-1980 (in climatologia considerare meno di 30 anni non ha senso). Se portiamo il riferimento al 1880-1910, le anomalie salgono di altri 0,23 °C. In pratica, stiamo a +1,07 °C di riscaldamento globale (+1,23 °C nel 2016).

Queste cifre ci pongono di fronte alla bruta realtà che l'idea di limitare il riscaldamento a 1,5 °C entro il 2100 è pura utopia, e persino i +2 °C (ritenuti dai climatologi la soglia oltre la quale le cose cominciano ad andare davvero male) sembrano impossibili.

Come vedete, il riscaldamento non è uniforme: è peggiore nell'artico, oltre +2 °C di anomalia. Questo perché (per esempio) la riduzione della banchisa bianca e riflettente aumenta la superficie di oceano scura che assorbe calore, fondendo ancora più banchisa in un circolo vizioso.

Il permafrost in Alaska e Siberia è in rapida ritirata, mentre la boscosa taiga avanza nella tundra. Non solo, ma la fusione del permafrost permette la decomposizione di vaste quantità di materia organica in esso conservate, come un freezer rotto: ulteriori emissioni di CO2 e metano che vanno ad aggiungersi a quelle antropiche, il vero motore del cambiamento in corso.

Gli eventi meteorologici più estremi (come le ondate di calore africano infernali) e violenti (come i cicloni tropicali) sono destinati a diventare ancora più frequenti o violenti, proprio perché riscaldamento non significa solo temperature maggiori, ma anche più energia in atmosfera. Questo non entra però in testa ai politici che, vedendo un fiocco di neve, gridano al complotto serrista-caldofilo, sperando che la popolazione si dimentichi da chi vengono pagati.

Voglio condividervi un appello (link nei commenti): è quello di una giovanissima svedese, Greta Thunberg. A 15 anni si è caricata il pesantissimo fardello non solo dell'aumentare la consapevolezza di quello che NOI giovani dovremo affrontare nella nostra vita, ma anche di quanto sia impellente cambiare direzione. Nelle sue parole, io voglio che vi prenda il panico. Perché se volete salvare una casa in fiamme servono sì i vigili del fuoco, ma anche una buona dose di paura, fretta, e abilità.

Alcuni mi daranno del "catastrofista". Io non so più come dirvelo che le cose si stanno facendo, ORA, molto pericolose. E continuerà, lentamente, come una rana non si accorge di essere bollita viva, come non vi siete accorti che le temperature sono cresciute di 1,48 °C in Italia rispetto al 1971-2000. Ho solo 27 anni, ma ho già visto con i miei occhi 4 ghiacciai alpini morire.

-Lorenzo

*Elaborazione NASA-GISS

08/01/2019

In fondo all’articolo troverete del materiale informativo e una lista delle aziende che lavorano solamente con fonti rinnovabili. Una volta che avrete compiuto il passaggio (o se le avete già fatto…

15/12/2018

Riscaldamento globale e letteratura, tecnologia e natura, umano e non-umano: un'intervista ad Amitav Ghosh.

12/11/2018

Qual è il ruolo della crisi climatica nella diffusione di epidemie come West Nile e Zika?

01/08/2018

Anche quest'anno è arrivato, e come al solito prima dell'anno scorso: la nostra civiltà ha esaurito il budget annuale messo a disposizione dal nostro pianeta. Da oggi stiamo consumando le risorse del 2019.

L'Earth Overshoot Day è nato per misurare l'impatto della nostra civiltà sul pianeta e le risorse che esso è in grado di rigenerare in un anno: terreni fertili, acqua potabile, pescato, eccetera. Si basa sul calcolo degli "ettari equivalenti", cioè quanto terreno servirebbe per ogni persona per produrre l'energia e il cibo che consuma, e il loro confronto con quanti sono effettivamente gli ettari "rigenerabili" dal pianeta in un anno.

E i risultati sono sconsolanti. L'ultimo anno "in pari" con le risorse del pianeta è stato il 1970. Dal 1971 l'Earth Overshoot Day ha continuato ad anticipare, partendo dal 31 dicembre e arrivando quest'anno al primo agosto, mentre nel 2010 era il'8 di agosto. Una conseguenza anche e soprattutto della crescita demografica: il doppio delle persone demanda il doppio delle risorse. Continuando di questo passo nel 2030 cadrà il 28 giugno, cioè dopo appena sei mesi.

Significa che staremo "consumando" l'equivalente di due pianeti.

Permettetemi una riflessione personale: la matematica, e la fisica, ci insegnano una cosa molto semplice: cosa succede se si sottrae più di quando si aggiunge? Cosa succede se si consumano le risorse di un sistema chiuso più velocemente di quanto questo le rigeneri?

Il sistema si esaurisce e collassa. I "debiti" economici come quelli di Italia, o Grecia, o USA, onestamente mi sembrano ben poca cosa rispetto allo spaventoso debito che stiamo contraendo con il pianeta. Un debito ancora più difficile da saldare, e molto più letale. Il cambiamento climatico ne è solo un aspetto marginale.

Cosa possiamo fare? Nel nostro piccolo molto! Il mantra che vi sentite ripetere da anni e anni è sempre lo stesso: consumate poco. Riciclo (fatto seriamente!), mobilità sostenibile (mezzi pubblici, auto a basso consumo, car sharing), fonti rinnovabili (per chi possiede una casa indipendente), risparmio sul cibo, annullamento degli sprechi. L'allevamento è una piaga incredibile per le risorse che consuma, si mangia troppa carne, molto più di quella veramente necessaria all'organismo. Lungi da me far proselitismo vegano, semplicemente vi riporto cosa dicono i nutrizionisti: troppa carne fa male, perché ogni cosa ha una misura, così come i carboidrati e le fibre. :)

In questi anni si sono sentite spesso frasi del tipo: "Cresciamo poco!" "L'economia deve riprendere a crescere!!" "I consumi sono in calo!!" "Il PIL è aumentato dello 0.1%, è finita la crisi!".

Onestamente non ci vedo nulla di male in un sistema stabile e che non "consuma" il pianeta come un bimbo finisce i pennarelli. Non si può crescere per sempre, il pianeta non è infinito e ne stiamo già sperimentando gli effetti.

A volte mi sembra che l'economia moderna, basata sull'azzardo di borsa, i soldi virtuali e le contrattazioni magiche, abbia perso di vista la realtà e le effettive conseguenze delle sue azioni. È ridicolo che la nostra civiltà sia basata su un sistema così caotico, capriccioso e imprevedibile. SO BENE che la crescita economica non è la crescita dell'impatto ambientale, ma troppo spesso questi due effetti vanno di pari passo. E come ogni sistema chiuso, la crescita infinita è semplicemente impossibile.

Grazie per la vostra attenzione, ora andrò ad abbracciare un albero. :D
Nei link che vi fornisco potete anche calcolare la vostra personale impronta ecologica, e ricevere consigli su cosa e come cambiare. ;)
-Lorenzo

http://www.footprintnetwork.org/it/index.php/GFN/page/earth_overshoot_day/
http://www.overshootday.org/why-past-earth-overshoot-day-dates-keep-changing/
http://www.footprintcalculator.org/

Image Credits: Peter Denovo/Global Footprint Network www.footprintnetwork.org

23/07/2018
18/07/2018

Nel 2017 il Veneto è stata la regione più cementificata d'Italia: ben 1134 ettari persi, più di un quinto del totale italiano. Le province venete sono tutte in testa nelle classifiche nazionali. [più info: goo.gl/XAgvUX]

Basta cementificare, il nostro territorio ha subito abbastanza! 😤🌻
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📢 Vuoi dire la tua? La discussione prosegue nell'Osteria dei Veneti liberi 🥂

18/07/2018
04/07/2018
22/06/2018

In questo periodo stiamo assistendo all’ennesimo ossimoro per quello che riguarda la materia più dedita a interpretazioni, piroette e salti mortali che esista, cioè l’economia. Nel tentativo di fare rimanere comunque il termine "crescita" fra i proclami più tonanti, la si sta affiancando...

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