01/12/2023
Lo scollamento della classe politica italiana - di maggioranza e di opposizione, ancor meglio delle maggioranze e delle opposizioni che si sono avvicendate negli organismi istituzionali rappresentativi nazionali e locali - dalla cultura, dai produttori del sapere (intellettuali, filosofi, scienziati, tecnologi e artisti) e dalla funzione pedagogica-didattica-educativa dell'impegno politico nei confronti delle messa popolari, costituisce uno dei dati negativi salienti della vita politica italiana degli ultimi trent'anni. Il divorzio definitivo tra la politica e la cultura nel nostro Paese è giunto ai livelli più estremi, poi, da circa due anni a questa parte. Non soltanto i politici italiani di maggioranza e di minoranza sono estranei al dialogo con i molteplici campi del sapere umano ed all'incentivazione del loro ulteriore sviluppo, ma sono completamente insensibili al ruolo pedagogico-didattico-educativo che dovrebbero svolgere nei riguardi del popolo. Un esempio direi mirabile, in tal senso, è rappresentato dalla segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein, la quale sfoggia sorrisi da diva di Hollywood, parla per slogan con l'intento di guadagnare voti, ignora totalmente, o quasi, la cultura italiana contemporanea, non ha assolutamente a cuore la formazione di una coscienza politica progredita negli appartenenti alle classi sociali lavoratrici e popolari, e tra i suoi meriti non vi è quello di aver fatto volontariato nel nostro Paese o di aver fatto la lavoratrice dipendente stagionale oppure quello di aver fatto 'la fila' nei patronati sindacali per chiedere di accedere agli ammortizzatori sociali (del resto, proviene da una famiglia abbiente), ma vi è invece quello di aver partecipato alla campagna elettorale di Barack Obama negli Stati Uniti d'America.
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