LAI - Libera Associazione Ingegneri

LAI - Libera Associazione Ingegneri La LAI è una associazione professionale, costituita da Ingegneri, nata con lo scopo di valorizzare la professione come servizio nei confronti della società

20/07/2020

L’ultimo saluto ad un amico
Gli amici li hai sempre accanto anche quando sono lontani per tanto tempo.
Tu pensi a loro, loro pensano a te e si tesse su di voi una rete invisibile che vi cattura per tutta la vita.
Sono casi imprevedibili quelli per i quali le strade di una esistenza di due persone convergono e s’allontanano una o più volte ed in uno di quegli incroci può nascere un’amicizia.
La vera amicizia non richiede d’essere giustificata né di essere provata e s’alimenta senza alcuna cura.
Tu incontri un amico e sei contento perché senti l’affetto che scorre tra te e lui.
Giovanni Pampallona è stato un mio amico.
Ricordo le prime volte in cui lo incontrai. Eravamo studenti di ingegneria meccanica del Politecnico di Torino. Lui e pochi altri arrivavano in aula con la divisa della scuola militare. Le nostre strade s’erano solo approssimate senza incrociarsi, forse perché la vita universitaria ci consentiva poche distrazioni e quando ne individuavamo la possibilità scappavamo da Torino per tornare a casa.
Io a Catania e lui a Caltagirone. Forse per questa ragione con molti altri colleghi le nostre strade si incrociarono solo durante l’attività professionale.
L’esuberanza, lo spirito di ribellione, la voglia di cambiamento che anima i giovani non risparmiò me né l’amico Filippo Martines e trovò libero sfogo in una iniziativa che fu l’occasione per far convergere le strade di molti colleghi in un nodo viario che avremmo denominato Libera Associazione Ingegneri.
La LAI Libera Associazione Ingegneri in cui molti hanno trovato l’opportunità di arricchire i legami professionali con quelli dell’amicizia fu l’occasione in cui la mia strada intersecò quella di Gianni.
Per non far torto ad alcuno devo riconoscere che in tanti hanno contribuito alla vita di questa associazione sia con ruoli istituzionali che da semplici iscritti ma tutti col medesimo sentimento di amicizia e solidarietà che ancora oggi ci lega.
Mi andrebbe di citare molti di loro e ma sono certo che dimenticandone qualcuno gli farei un torto imperdonabile. Ma Gianni Pampallona devo necessariamente ricordarlo. Anche Lui come me ha avuto l’onore di presiedere la LAI ed entrambe abbiamo dato il massimo delle nostre energie per vitalizzarla. Forse avremo potuto fare di meglio e di più ma ora è tardi per starci a pensare. Ricordo Gianni con la sua pacatezza, la sua cordialità, la correttezza, l’entusiasmo per ogni iniziativa, la capacità di mediazione e l’assoluto disinteresse verso cariche e riconoscimenti a cui non tutti erano indifferenti.
Avrebbe meritato un riconoscimento e come Lui anche altri ma dopo tutto abbiamo fatto, bene o male, quello che sapevamo e potevamo fare, niente di eccezionale.
Lo ricordo quando preparavamo i convegni, quando pubblicavamo il Notiziario e quando ci confrontavamo con altri gruppi a contendere per la LAI una rappresentanza nel Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri.
Telefonate, riunioni, nottate.
Mi piace pensare che comunque, in quegli anni, abbiamo fatto del nostro meglio per i nostri colleghi ma quel che per me conta è il ricordo di un caro amico degno di massima stima ed affetto.
Soltanto mi piacerebbe dimenticare l’ultima mia telefonata in cui la sua voce stentata fu per me una amarissima sorpresa, un terribile presagio.
Grazie Gianni da parte mia di tutti i nostri amici della LAI che in questo momento sento di rappresentare.
Non so se questo sarà un addio o un arrivederci ma in ogni caso grazie per la tua amicizia caro Gianni.
Giorgio Coniglione

Ieri ha lasciato le sofferenze di questa terra Giovanni Pampallona . Un caro amico, una persona impareggiabile. La Liber...
20/07/2020

Ieri ha lasciato le sofferenze di questa terra Giovanni Pampallona . Un caro amico, una persona impareggiabile. La Libera Associazione Ingegneri porge le più sentite condoglianze alla moglie, la figlia ed i pareti tutti. RIP

02/06/2020

SUPER ECOBONUS 110%
Ai tantissimi che mi hanno già contattato e che stanno continuando a farlo ho già dato i chiarimenti possibili in attesa della conversione in legge e soprattutto dei decreti attuativi.

Nel frattempo stiamo raccogliendo informazioni e fornendo una valutazione preliminare sugli interventi da realizzare in maniera gratuita.

Fate attenzione a chi vi rivolgete e soprattutto sappiate che chi vi da certezze è in malafede, visto che non si hanno ancora certezze sull'applicazione di questo decreto.

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08/05/2020

PER UNA VITA DA VIVERE.

Rimodulare le strutture per anziani.

“Che la morte ci colga vivi!” Il grande Marcello Marchesi ci lasciò questo splendido “memento mori”, di impegnativo obiettivo. Il prolifico autore eccedette nella coerenza, perdendo la vita per un tuffo tra i flutti del mare di Sardegna, in tempesta. Certo la condizione dei vecchietti, che “vivono” nelle odierne residenze, potrebbe spingere i meno giovani a riprendere il motto di Marchesi, soprattutto viste le recenti stragi di anziani in Europa, ospiti di residenze che magari si ponevano come modello i “Campi Elisi”, ma che si sono dimostrate essere più simili a ben altri campi… Tra le prime ipotesi per l’eccesso di morti tra gli anziani, c’è quella della mancanza di “percorsi” che avrebbero potuto garantire l’isolamento dei contagiati, a volte pure introdotti, successivamente al contagio, nelle case per anziani. Si può ipotizzare una carenza progettuale notevole.
Nella progettazione architettonica funzionale si dovrebbe invece partire proprio dai “flussi” di utenza, per determinare i dimensionamenti degli ambienti, in base alle funzioni: chi va, dove e perché. Da questa semplice regola progettuale nascono spesso proprio progetti a base modulare, a volte con elementi autonomi, anche per indicare all’utenza le diverse funzioni. Nel caso delle strutture per anziani, una buona regola è proprio quella di garantire un approccio graduale, sia all’utente che al visitatore, grazie a tale criterio i “filtri” sono una soluzione a portata di mano: suddividere le strutture e le attività in base al livello di coinvolgimento dei fruitori, possibilmente autorizzati.
Ma in realtà la stragrande maggioranza delle residenze medie per anziani usa strutture non progettate per le funzioni proposte. Ciò dagli appartamenti al centro, alle villette in periferia, per giungere al Pio Albergo Trivulzio, che è una costruzione di quasi duecento anni, dall’aspetto molto gradevole, ma dalle dubbie funzioni. In questo molti edifici storici hanno lo stesso problema dei moderni e costosi progetti delle “archistar”: “Bello!... Ma funziona?”
Per la fase della vita che aspetta tutti (da cui il proverbio: “Cu campa, vecchiu si fa!”), bisogna offrire strutture e gestioni che si pongano come premessa la sacralità della vita, soprattutto nel periodo finale. Una vita che possa essere decorosamente vissuta, magari a contatto con le altre generazioni, con gestioni innovative che prevedano i “flussi” funzionali e consentano anche il “flusso” di conoscenze tra anziani e giovani. Probabilmente gli anziani che ci hanno lasciato non avevano alcun motivo per lottare contro la morte.
Ing. Francesco Nicolosi Fazio

GLI ARTICOLI DELL'ING. FRANCESCO NICOLOSI FAZIOpotete trovarli al seguente indirizzo:
08/05/2020

GLI ARTICOLI DELL'ING. FRANCESCO NICOLOSI FAZIO
potete trovarli al seguente indirizzo:

Chi ci protegge… dalla Protezione Civile? Negli anni ’70 il catanese Lucio Libertini lanciò l’idea delle “autostrade del mare”, ovvero i collegamenti navali lungo Tirreno (ovest) e Adriatico-Jonio (est). In questi…  

22/04/2020

TUTTI A CASA

La vita ai tempi del “Corona”.

Il meraviglioso film di Comencini col titolo “Tutti a casa” stigmatizzava lo stato di smobilitazione incontrollata che colpì l’Italia dopo l’armistizio dell’otto settembre ‘43. Poi la guerra continuò, circa venti mesi ancora. Oggi, per colpa dell’epidemia, gli italiani sono costretti, chi più chi meno, a stare a casa, anche fuori dalle “zone rosse”, recentemente ed enormemente ampliate. Il dato più consistente è quello degli studenti di ogni ordine e grado, numero che supera i dieci milioni di rincasati. Forse per la scuola primaria si potevano trovare soluzioni mediate, in quanto: i bambini sembrano quasi immuni; non possono stare da soli a casa; non possono continuare gli studi con l’E-learnig. Purtroppo il massimo del danno all’economia avverrà proprio in questa fascia di età, in quanto si prevedono costi miliardari per congedi e/o babysitter. Una soluzione mediata avrebbe forse potuto procurare meno danni. Inoltre, per evitare effetti claustrofobici, le famiglie riempiranno comunque in massa gli orribili centri commerciali che infestano l’Italia.
Invece, per limitare il contagio, una soluzione “all’italiana” si è avuta per il mondo dello spettacolo, che sta ampiamente e sonoramente protestando. Con un metodo “salomonico” si è stabilito che i teatri ed i cinema non chiudano, obbligando però che gli spettatori restino alla distanza di almeno un metro (anche coniugi e fidanzati), stabilendo così la disposizione di un posto occupato e due posti vuoti; nella migliore delle ipotesi si avrà la perdita del 66% degli incassi. Altresì per l’onnipotente calcio si sono stabiliti gli incontri a porte chiuse; siamo certi che i rimborsi saranno faraonici.
Come sempre la cultura soffrirà i danni maggiori (scuola e spettacolo), ma anche la sanità, anch’essa da anni nel mirino, dimostra oggi la sua fragilità, causata da una visione politica all’americana, che favorisce la sanità privata, sottreando risorse al pubblico. Forse, sia in Italia che negli Usa, questa epidemia metterà a n**o la mostruosità di una strategia che nega due diritti fondamentali degli individui: salute e cultura.

08.marzo.2020 Francesco Nicolosi Fazio

21/04/2020

PER CAMBIARE, VERAMENTE.

Per liberare la maggioranza dell’umanità. Se non ora quando?!

Durante la guerra, la lotta partigiana si avvalse, primo caso nella storia d’Italia, del contributo fattivo delle donne. I più noti esempi furono Tina Anselmi e la first lady Carla Voltolina.
Per il dopo pandemia si prevedono enormi costi per la ripresa, oneri che graveranno sulle nostre figlie e i nostri figli. Si potrebbe invece attuare una semplice riforma mondiale, letteralmente a costo zero: la parità assoluta di genere. In questi giorni di trincea si è formata una indissolubile pace tra i sessi, accomunando, dentro le case, destini e desideri. Mai come in questi giorni si è capito il grande esempio che le donne possono dare a noi uomini, ma soprattutto l’enorme contributo per l’umanità intera. Sancire questa (finalmente riscoperta) parità potrebbe far percorrere alla storia passi enormi, raggiungendo doverose soluzioni indifferibili, che attendono da oltre un secolo.
La pandemia deve portare a nuove prospettive per la vita di tutti gli uomini. Per cambiare, veramente. Raggiungendo la vera parità di genere si darebbe un giusto riconoscimento alla maggioranza dell’umanità, che, anche numericamente, è ben oltre la “metà del cielo”.
Attualizzando lo slogan: “Se non ora quando!?”

31.marzo.2020 Francesco Nicolosi Fazio

Indirizzo

Catania

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