Un sacerdote che si occupi dei giovani. Ecco com’è nato l’oratorio del Sacro Cuore, praticamente insieme alle mura della nuova chiesa di via del Concilio a Lissone. Il fondatore e primo parroco padre Giuseppe Airoldi, infatti, ha sempre avuto la massima cura per l’educazione dei bambini e dei ragazzi (non per nulla nel 1953 era stato tra i fondatori del Circolo Giovanile cattolico di Lissone; e no
n per nulla nel 1981 la lapide che ricorda la sua figura è stata posta proprio nel cortile dell’oratorio del Sacro Cuore) e da subito aveva chiesto ai suoi superiori per la neonata parrocchia un giovane collaboratore che si occupasse appunto dei «bagai». Non solo: aveva voluto anche la presenza delle suore, affinché si prendessero cura della gioventù femminile. L’oratorio del Sacro Cuore è nato così nel modo più classico di tante altre simili strutture: una tonaca, un pallone, molto entusiasmo e i prati incolti intorno alla chiesa che stava sorgendo proprio allora. Spazi che purtroppo oggi ci appaiono limitati; eppure fu un bel segno di preveggenza che i Padri Betarramiti, pur con le scarse risorse in cassa all’epoca, abbiano deciso fin dal dicembre 1956 di acquistare almeno quel ristretto terreno (accanto al fondo loro donato per la chiesa) da adibire per l’oratorio, ripromettendosi di pagarlo poi «secondo le possibilità». Di fatto, però, non si attende che i lavori siano ultimati (l’attuale recinzione dell’oratorio, per esempio, e gli spogliatoi del campo di calcio verranno costruiti solo nel 1963) per cominciare le attività: ragazzi e ragazze si ritrovano infatti nei locali del seminterrato della casa parrocchiale. Nel 1964 viene acquistata la macchina da proiezione, e il cinema (organizzato da padre Franco Cesana) diventa da subito un punto di riferimento obbligato per i pomeriggi domenicali dei bambini di allora, insieme ai dolci e alle gazose del bar, regno incontrastato di padre Giovanni Orlandi. Nello stesso anno parte anche il primo oratorio feriale. Quante volonterose energie di preti, suore e laici in quegli esordi… Vanno ricordate almeno, tra le religiose, suor Angela, suor Eufemia (la prima a fondare una squadra di pallavolo femminile), suor Giovanna, oggi missionaria in Costa d’Avorio. E, tra i sacerdoti, indubbiamente padre Francesco Radaelli – attuale superiore generale dei Betarramiti – e padre Giordano Sala (che poi lascerà la congregazione e oggi è papà di due bei bambini): una coppia di capaci educatori che ha lasciato grandi ricordi in una generazione di ex giovani. Ci fu un tempo infatti, gli anni Sessanta-Settanta, in cui l’oratorio del Sacro Cuore appariva addirittura all’avanguardia nel panorama della pastorale giovanile locale; erano ben due gli agguerriti «gruppi giovani» che si ritrovavano almeno due sere la settimana nei locali della parrocchia: una sera per la catechesi (mirabile un ciclo sulla sessualità a partire dalle prediche del Papa) e un’altra per la preghiera. Da quel contesto inoltre nascevano una serie di iniziative: dal volontariato alla casa di riposo di Lissone alle scuole di chitarra per ragazzi, dal laboratorio di fotografia alla preparazione di spettacoli e recital musicali a sfondo religioso (mitico, in particolare, il «Gruppo Risposta», che si faceva bandiera di una canzone di Bob Dylan). Molto successo, anche per la sua capacità educativa, conquista il campeggio estivo, svoltosi a lungo a Isolaccia (So) e quindi – per un periodo più breve negli anni Ottanta – a Ceresole Reale sul versante piemontese del parco del Gran Paradiso. Incoraggiato da padre Airoldi (al quale fu poi intitolato, dopo la morte del fondatore della parrocchia nel 1972), era tra i pochi campeggi «misti» dell’epoca e piano piano si era dotato anche di strutture logistiche ragguardevoli. L’esperienza è stata in un certo senso proseguita dai campi estivi per giovani organizzati di volta in volta a Teggiate, Caspoggio (So) e – per i più piccoli – ad Albavilla (Co). Intanto un grande fiocco azzurro era sbocciato nel quartiere «Da là dal punt»: nel 1972 nasceva il Gruppo Sportivo Oratoriano «Azzurri», tuttora fiore all’occhiello dell’attività per i giovani. Già da tempo, infatti, le squadre di calcio del Sacro Cuore – indossando una bella maglia azzurra a V – facevano sport e partecipavano ai tornei locali (il primo risale al 1962, anche se le porte del campo di calcio risultano acquistate solo nel 1966); però è negli anni Settanta che le attività sportive (calcio, basket, pallavolo, addirittura nuoto!) vengono organizzate in un Gruppo sportivo autonomo. Intanto anche le strutture oratoriane si erano completate, fino a determinare la fisionomia attuale: del 1967 è il grande salone del cinema, nel 1976 viene inaugurata la palestra e si rinnova (per la prima volta…) il campo di calcio. Come assistenti ai giovani si susseguono negli anni diverse figure di giovani sacerdoti: padre Mario Sala, padre Carlo Sosio, padre Emilio Manzolini, padre Gianluca Limonta, padre Pierpaolo Nava, padre Alessandro Paniga, padre Maurizio Vismara, padre Alessandro Locatelli e, infine, il sacerdote in carica, padre Giacomo Spini. Oggi l’oratorio vede sempre più la partecipazione attiva dei laici adulti e delle famiglie (dalla gestione del bar all’organizzazione delle periodiche feste, dai lavoretti domenicali per i bambini al cineforum del sabato sera per ragazzi delle medie, eccetera), come è giusto, ed anche grazie a questa caratteristica ha tenuto ben spalancate le porte della parrocchia alla crescita, al confronto, in una parola: al futuro. Ha quasi cinquant’anni, l’oratorio del Sacro Cuore; eppure non si vergogna di continuare a sgambettare come un ragazzo, in mezzo ai ragazzi.