ANPI Martellago - VE

ANPI Martellago - VE L’ANPI è tra le associazioni combattentistiche più grandi del nostro Paese con circa 170.000 iscritti❤️🌺

20/07/2026

Siamo sconvoltɜ e proviamo orrore per quanto successo. Scendiamo in piazza e rispondiamo alla chiamata del sindaco di Bologna Matteo Lepore a tutte le forze democratiche della città.

Lunedì 20 luglio alle 19.00 ci uniremo al presidio in Piazza Nettuno.

Invitiamo tuttɜ ad esserci, vogliamo verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir.

Anna Cocchi - Presidente ANPI Bologna,
Rossella Vigneri - Presidente ARCI Bologna,
Michele Bulgarelli - Segretario Generale CGIL Bologna

19/07/2026

A Vincenzo, che aveva appena 22 anni e sognava di sposare presto la sua Victoria, con cui cantava a squarciagola “Ti amo” di Umberto Tozzi quando erano insieme. A Emanuela, che aveva 24 anni e voleva fare la maestra: “Però, poi, un giorno mi accompagnò al concorso in polizia - raccontò la sorella - lei passò le selezioni, io no”. A Eddie, che doveva tornare a Trieste, perché quel turno di servizio era stato affidato a un suo collega triestino, ma lui aveva scelto di sostituirlo per consentirgli di riposare. Ad Agostino, che progettava di dipingere nuovi quadri, la sua grande passione, e nemmeno lui doveva essere lì perché in ferie. A Claudio, che la mattina del suo ultimo giorno in vita andò a pescare col fratello Luciano, pesce che avrebbe mangiato a cena con la compagna e il figlio.

A Paolo, che con la famiglia aveva mangiato a pranzo e a pomeriggio aveva deciso di passare da casa di sua madre. Ma quell’autobomba parcheggiata tra il civico 19 e il civico 21 di via d’Amelio interruppe tutto.

A loro va oggi il nostro ricordo, persone prima che servitori dello stato, a cui la violenza mafiosa ha strappato la vita. In un’epoca in cui le commemorazioni diventano stanche o ancor peggio terreno di scontro e di riscrittura della storia, vogliamo fare memoria viva, vogliamo raccontare le storie di Paolo Borsellino e quei cinque agenti, vogliamo che siano esempi e stimoli a continuare la lotta alla mafia oggi.

19/07/2026
18/07/2026

Comunicato della Sezione Anpi Sette Martiri di Venezia sull’arrivo a Venezia dell’ambasciatore americano
L’arrivo di Tillman Fertitta, ambasciatore americano in crociera a Venezia su uno yacht di 117 m, 32 di altezza, con piscine ed elicotteri e del valore di 450 milioni di dollari, per assistere ai fuochi della “notte famosissima” del Redentore”, non può passare sotto silenzio. Mentre piccole imbarcazioni e cittadini sono sottoposti a vincoli stringenti per partecipare dall’acqua o dalle rive alla loro festa più sentita, lo yacht dell’ambasciatore americano ormeggerà su una riva importante della città sottraendo spazio a cittadini e residenti nel godimento del momento culminante della festa. Un esempio di arroganza del potere USA e di ipocrisia di una crociera che celebra i 250 anni di indipendenza degli Stati Uniti mentre lo stesso diritto all’indipendenza e all’autodeterminazione è negato sistematicamente dal governo americano a tanti paesi e popoli del mondo: dall’Iraq all’Afghanistan, dalla Libia alle interferenze nei moti di Piazza Majdan che richiamano il ruolo nefasto degli USA nei golpe in America Latina a partire da quello cileno dell’11 settembre 1973; dalla Palestina dove il governo americano si è reso complice del genocidio a Gaza attuato da Netanyahu, all’aggressione armata al Venezuela con il sequestro del suo presidente, dall’Iran attaccato illegalmente fino al cappio stretto intorno a Cuba stremata da sanzioni che l’affamano e stanno sempre più soffocando la sua libertà e la stessa sopravvivenza del suo popolo, ovunque il governo degli USA sta sostituendo la forza, l’intervento armato, l’arbitrio, al diritto internazionale, minando il prestigio e la forza dell’ONU, dei suoi organismi ed emanazioni umanitarie. L’ambasciatore americano incarna anche un’altra ipocrisia, quella del denaro che assume le vesti della diplomazia. Fertitta, magnate ed oligarca miliardario, sostenitore delle politiche aggressive di Donald Trump viene premiato con l’incarico di ambasciatore in Italia; ciò dà la cifra della decomposizione del processo democratico ed istituzionale americano pervaso dal neoliberismo di cui quello stato è incubatore. Le politiche del governo USA contrastano con la narrazione che l’ambasciatore intende propagandare con il suo tour croceristico poiché si fondano su valori travisati, doppi standard, l’assalto alla pace, al diritto internazionale ed ai diritti dei popoli. Ciò contraddice profondamente lo spirito e il dettato della nostra Costituzione a partire dal suo articolo 11 che ripudia la guerra, contrasta con le aspirazioni di pace e giustizia sociale dei cittadini e dei lavoratori e con la stessa dottrina cui si richiama con voce ferma ed autorevole il Papa di Roma.

17/07/2026

Salvatore Borsellino non si arrende: ‘Voglio verità e giustizia sulla strage’.

16 luglio 2026 – Non si arrende all’età – ha compiuto 84 anni – e neppure ai piccoli problemi di salute Salvatore Borsellino che, indomito, prosegue la sua battaglia per la ricerca di verità e giustizia sulla strage di via D’Amelio, dove 34 anni fa un’autobomba parcheggiata a pochi metri dall’abitazione della sorella, dove si trovava la madre, fece saltare in aria il fratello, il giudice Paolo, e gli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Fabio Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, unico sopravvissuto Antonio Vullo.

La strage avvenne a soli 57 giorni di distanza da quella lungo l’autostrada a Capaci, dove il tritolo uccise Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre dei poliziotti di scorta. “A 34 anni di distanza non abbiamo ancora ottenuto giustizia e verità – dice Salvatore Borsellino – Anzi, nelle giornate delle commemorazioni purtroppo vengono fuori tante cose non proprio piacevoli. Ho cercato di leggere e ascoltare il meno possibile sulla recente visita di Meloni a Palermo. Le persone alla corte del presidente del consiglio per trarne favori e finanziamenti, non rispecchiano il mio modo di vivere. L’esibizione della macchina di Giovanni Falcone mi ricorda tanto la borsa di Paolo in Parlamento. Quello che dovrebbe essere un corpo di reato è esposto nei luoghi di quelle istituzioni che non ci forniscono la verità”.

Querelato da Mario Mori per avere affermato che l’agenda rossa del fratello, scomparsa dopo l’attentato, si dovrebbe cercare negli uffici o nell’abitazione dell’ex generale dei carabinieri, Borsellino osserva: “Ne sono contento, perché finalmente davanti a un giudice si potrà tornare finalmente a parlare di quella agenda rossa sottratta dall’auto di Paolo, non da mani mafiose ma da una persona che vestiva una divisa dello Stato”. Per lui “la pecca fondamentale della commissione nazionale Antimafia è che sta portando avanti un vero e proprio depistaggio istituzionale: voler separare la strage di via D’Amelio dalle altre stragi, e non parlo solo di Capaci ma anche di via dei Georgofili e di via Palestro come se fossero slegate e volerne addebitare la causa a un fantomatico dossier su mafia e appalti, è sbagliato oltre che assurdo”. “Quest’ultimo – sostiene il fratello del giudice – non avrebbe mai potuto giustificare l’accelerazione di quella strage e soprattutto la necessità di fare sparire proprio l’agenda rossa. Questo è un vero e proprio depistaggio istituzionale. E’ voler cancellare le tracce dell’eversione nera, che invece, è da considerare un filo conduttore”.

Il 19 luglio, alle manifestazioni organizzate in via D’Amelio “come ogni anno chiunque è ben accetto – afferma Borsellino – la strada è aperta a tutti ma tranne ai rappresentanti politici e delle istituzioni”. In questi giorni di ricordo “il pensiero va anche al momento storico che sta attraversando la città di Palermo – prosegue – Meloni vuole portare l’esercito in città per gestire l’ordine pubblico, io però ritengo che sarebbe necessaria la prevenzione piuttosto che la repressione. A Palermo una cospicua quantità di ergastolani, che non ha mai collaborato con la giustizia, è tornata in libertà a gestire i clan mafiosi. E in questa situazione, si cerca di togliere le armi ai magistrati, si cerca di alterare lo spirito della nostra Costituzione, di cui uno dei principi fondamentali è l’indipendenza dei poteri e l’indipendenza della magistratura”.

NDR ANSA

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