12/06/2017
Osservatorio Indipendente di Bologna
morti sul lavoro
"Dall’inizio dell’anno a oggi 12 giugno 2017 sono morti sui luoghi di lavoro 294 lavoratori. Con i morti sulle strade e in itinere, che sono considerati a tutti gli effetti morti sul lavoro si superano i 620 morti complessivi. Erano il 4 giugno di quest’anno 276. Erano 262 sui luoghi di lavoro rispetto al 4 giugno del 2016 +5,1% Erano 236 il 4 giugno del 2008 +14,5%. Come vedete nessun calo delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO, anzi, un aumento costante in questi dieci anni nonostante vogliono farci credere il contrario, e questo per giustificare l’incredibile massa di denaro speso per la Sicurezza in questi anni."
Quella di oggi è una data fortemente simbolica che ogni anno ci ricorda le vittime del lavoro.
Il 12 giugno del 2003, infatti, gli operai Pasquale D’Ettorre e Paolo Franco morirono in un tragico incidente all’Ilva di Taranto. Per una tragica coincidenza, dodici anni dopo nella stessa data moriva, dopo quattro giorni di agonia, Alessandro Morricella, 35 enne anch’egli operaio dell’Ilva di Taranto ed originario di Martina Franca.
Oggi ricordiamo anche un altro nostro concittadino, Angelo Marotta, operaio morto il 31 ottobre del 2005 mentre lavorava per riparare un guasto alla rete fognaria della città.
Oggi, così come durante tutto l'anno, il nostro pensiero va a loro, a chi saluta i propri cari non pensando che sia l'ultima volta, a chi non svenderebbe mai la propria vita o salute per un posto di lavoro, ma che è obbligato a farlo in questa società fortemente capitalista, a chi viene trattato come merce, oggetto, ingranaggio, materiale di consumo che è normale eliminare e per i quali non si deve soffrire.
Diciamo basta a questa strage continua che non ha tregua, a questo sistema spaventoso che chiede vite in cambio del profitto di chi accumula denaro e ci auguriamo che presto queste morti non vengano più considerate bianche (senza diretto responsabile), ma che venga introdotto il reato di omicidio sul lavoro per chi, consapevolmente, provoca la morte di un lavoratore.
Oddio il mio grembiule
guarda come mi torno indietro
era una bobina di anima
ogni giorno un filo d’amore
ogni giorno quelle ore che mi massacravano
io ogni giorno non ridevo mai
e la sera tornavo così stanca
e vedevo mio marito che mi guardava
e io mi giravo dall’altra parte
ma il mio grembiule era pieno di rose
erano tutti i baci che avrei dato a lui
invece di quello sporco lavoro
non hanno voluto pagarmi
né il grembiule e neanche la vita
perché ero una donna che non poteva sognare
ero una volgare operaia
che in un giorno qualsiasi
e chissà perché
aveva perso di vista il suo grembiule
per pensare soltanto a lui.
(Il Grembiule - Alda Merini)