Il Cinemino

Il Cinemino IL CINEMINO è un cineclub in via Seneca 6 a Milano. All'entrata si è accolti a , ape
(660)

Un cinema da 74 posti, un bar dalla forte impronta milanese. A Milano, in Via Seneca 6, Il Cinemino, la sala di quartiere che parla internazionale. Un luogo di incontro, proiezioni in lingua originale, proposte ricercate con autori locali e internazionali, che regala alla città uno spazio creativo e accogliente per incontrarsi e far nascere nuovi progetti

La messa è finita · La fatica dell’ascoltoNanni Moretti, 1985𝘾𝙞𝙣𝙚𝙢𝙞𝙣𝙤 𝘾𝙡𝙖𝙨𝙨𝙞𝙘𝙨🔸Lun 1 Giu 21:30🇮🇹Ci sono ritorni che non ...
31/05/2026

La messa è finita · La fatica dell’ascolto
Nanni Moretti, 1985
𝘾𝙞𝙣𝙚𝙢𝙞𝙣𝙤 𝘾𝙡𝙖𝙨𝙨𝙞𝙘𝙨

🔸Lun 1 Giu 21:30🇮🇹

Ci sono ritorni che non coincidono con un ritorno a casa, ma con la scoperta di una distanza. Quando Don Giulio rientra a Roma dopo anni trascorsi lontano, immagina di ritrovare gli affetti di sempre e una comunità ancora capace di riconoscersi. Invece si trova davanti a un mondo attraversato da fratture silenziose: amicizie consumate, famiglie incapaci di parlarsi, persone che cercano ascolto senza sapere più a chi rivolgersi. Nel tentativo di restare vicino agli altri, Giulio si confronta con una solitudine che riguarda anche ciò che lo circonda.
Il film segue il suo percorso attraverso incontri quotidiani e confidenze interrotte, dove ogni gesto di vicinanza sembra scivolare in un fraintendimento. Più che sulla fede, La messa è finita riflette sulla difficoltà di comunicare e di trovare un posto nel mondo quando i legami si indeboliscono. Don Giulio ascolta, prova a comprendere, cerca parole utili, ma si scontra continuamente con un disagio che non trova soluzione. In questa fatica prende forma uno sguardo lucido sull’Italia degli anni Ottanta, osservata nella sua dimensione più ordinaria e ferita.

Nanni Moretti costruisce il film con uno stile asciutto e trattenuto, affidando ai silenzi e ai piccoli gesti il peso emotivo del racconto. La Roma che attraversa è luminosa e malinconica insieme, fatta di spazi quotidiani che diventano specchio di una solitudine diffusa. Anche l’ironia, tipica del suo cinema, qui si fa più amara, segno di una fragilità condivisa. Interpretando Don Giulio, Moretti dà corpo a una figura rigida e vulnerabile, incapace di nascondere le proprie crepe. Ne nasce un film intimo e doloroso, che interroga la possibilità stessa di restare vicini agli altri senza offrirne una risposta consolatoria.

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Quando crescere somiglia a perdere qualcosaE i figli dopo di loro�di Ludovic Boukherma, Zoran Boukherma🔸Sab 30 Mag 21:30...
30/05/2026

Quando crescere somiglia a perdere qualcosa
E i figli dopo di loro�di Ludovic Boukherma, Zoran Boukherma

🔸Sab 30 Mag 21:30🌍
🔸Dom 31 Mag 17:00 🌍
🔸Lun 1 Giu 18:30🌍

Ci sono estati che sembrano non finire mai, sospese tra il desiderio di diventare adulti e la paura silenziosa di restare intrappolati nello stesso luogo per sempre. Nell’est della Francia, tra laghi artificiali, fabbriche dismesse e periferie che portano ancora i segni di un benessere svanito, Anthony attraversa l’estate del 1992 con l’inquietudine confusa dei suoi quattordici anni.
Le giornate scorrono lente, tra noia, alcol, motorini e il bisogno costante di essere notati. Poi arriva Steph, più grande e inaccessibile, capace di trasformare il desiderio in ossessione. Attorno a loro si muovono famiglie stanche, amicizie fragili e ragazzi che crescono troppo in fretta dentro un mondo dove il futuro sembra già scritto. Da un gesto impulsivo nasce una catena di conseguenze che segnerà profondamente la vita di Anthony, intrecciandola a quella di Hacine, ragazzo di origine nordafricana, in un conflitto personale che finisce per riflettere tensioni sociali più ampie.
Il film osserva la provincia francese come un luogo fermo e febbrile insieme, dove ogni relazione è attraversata da classe sociale, risentimento e impossibilità di fuga. I corpi dei ragazzi occupano continuamente lo spazio spiagge, feste improvvisate, strade percorse di notte ma dentro quell’energia adolescenziale si insinua una malinconia precoce, come una consapevolezza che qualcosa è già stato perduto.

I registi costruiscono un romanzo di formazione fisico e sensoriale, in cui sono gli ambienti, i silenzi e le tensioni sotterranee a dettare il ritmo. Paul Kircher dà corpo ad Anthony con una vulnerabilità irrequieta, fatta di slanci improvvisi e smarrimenti continui, restituendo perfettamente la sensazione di un’adolescenza senza appigli.
Ne nasce un racconto cupo e intenso sulla crescita come esperienza non lineare: un passaggio che non illumina soltanto il futuro, ma spesso rivela quanto possa essere fragile l’idea stessa di possibilità.

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Il mistero di chi non vuole essere salvatoIllusione di Francesca ArchibugiQuando Rosa Lazar viene ritrovata in fin di vi...
30/05/2026

Il mistero di chi non vuole essere salvato
Illusione di Francesca Archibugi

Quando Rosa Lazar viene ritrovata in fin di vita ai margini della periferia di Perugia, il suo corpo appare come qualcosa di estraneo al mondo che la circonda. Ha meno di sedici anni, viene dall’Europa orientale e porta addosso i segni di una violenza che nessuno riesce a ricostruire fino in fondo. Attorno a lei si raccolgono figure diverse: la sostituta procuratrice Cristina Camponeschi, impegnata a fare luce sul caso, e lo psicologo Stefano Mangiaboschi, chiamato a seguirla durante la convalescenza. Ma più l’indagine procede, più Rosa sembra sottrarsi a ogni tentativo di interpretazione.
La ragazza racconta poco, nasconde molto e continua a muoversi nel mondo con una vitalità spiazzante, quasi infantile, che destabilizza chiunque le stia accanto. Dietro la sua storia emergono reti di sfruttamento, traffici che attraversano i confini europei e una realtà fatta di violenza e sopraffazione. Eppure Illusione sceglie progressivamente di spostare il proprio sguardo altrove. Non tanto verso la soluzione del mistero, quanto verso il modo in cui gli adulti cercano disperatamente di attribuire un significato a ciò che non riescono a comprendere.

L’Umbria attraversata dal film, fatta di periferie, strade secondarie e spazi sospesi, contribuisce a creare un’atmosfera di costante incertezza. Nulla appare completamente leggibile, nulla si lascia ridurre a una spiegazione definitiva. Anche i personaggi interpretati da Jasmine Trinca e Michele Riondino si muovono dentro questo territorio morale instabile, oscillando continuamente tra empatia, ossessione e bisogno di salvezza.

Con Illusione, Archibugi realizza un’opera che usa il mistero non per offrire risposte, ma per interrogare il nostro bisogno di dare ordine a ciò che forse ordine non può avere.

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Dietro ogni privilegio c’è una pauraDa oggi al Cinemino La festa è finita di Antony CordierGio 28 Mag 19:00🌍Ven 29 Mag 1...
28/05/2026

Dietro ogni privilegio c’è una paura
Da oggi al Cinemino La festa è finita di Antony Cordier

Gio 28 Mag 19:00🌍
Ven 29 Mag 17:00🌍
Sab 30 Mag 19:30🌍
Lun 1 Giu 16:30🌍
Mar 2 Giu 15:00🐶🇮🇹
Mer 3 Giu 17:00🌍

Ci sono luoghi costruiti per tenere il mondo a distanza. Nel sud della Francia, dentro una villa immersa nella luce immobile dell’estate, la famiglia Trousselard trascorre le vacanze aggrappandosi all’illusione di un equilibrio perfetto: sicurezza economica, rituali borghesi, distanze sociali così consolidate da sembrare naturali. Ma basta un incidente, quasi assurdo nella sua casualità, perché quella superficie impeccabile inizi lentamente a incrinarsi. I rapporti tra i proprietari della tenuta e chi lavora per loro si trasformano allora in una guerra sotterranea fatta di rancori, umiliazioni e desideri di rivalsa. Ogni gesto comincia a caricarsi di tensione, mentre il confine tra commedia e crudeltà si fa sempre più instabile. Sotto la leggerezza estiva emerge così il ritratto feroce di una società ossessionata dalla classe.

Cordier costruisce un microcosmo in cui tutti sembrano recitare un ruolo: il professionista progressista incapace di riconoscere davvero chi ha davanti, l’ex attrice ancora prigioniera della propria immagine, i domestici che trasformano il risentimento in strategia di sopravvivenza, i figli che assorbono inconsapevolmente le stesse gerarchie dei genitori. Nessuno appare innocente e il film evita continuamente qualsiasi punto di vista rassicurante.

Più il conflitto cresce, più le relazioni si svuotano di autenticità, lasciando emergere un universo dominato dalla paura di perdere posizione, prestigio e potere. Anche gli spazi della villa, inizialmente luminosi e accoglienti, finiscono per assumere qualcosa di opprimente e artificiale, come se sotto l’eleganza delle stanze si nascondesse una violenza pronta ad affiorare.

Con uno sguardo insieme ironico e crudele, realizza una satira della borghesia contemporanea e delle sue contraddizioni più profonde. Ne nasce un racconto attraversato da un’inquietudine costante, dove il privilegio non produce felicità ma nuove forme di isolamento, paura e conflitto.

Tra desiderio, fratture e ritorni�La settimana del Cinemino 28 maggio - 3 giugno Il cinema attraversa età diverse della ...
27/05/2026

Tra desiderio, fratture e ritorni
�La settimana del Cinemino 28 maggio - 3 giugno

Il cinema attraversa età diverse della vita e del mondo: adolescenze sospese, rapporti che si incrinano, comunità che si sfaldano e legami che provano a resistere sotto pressione.

Con E i figli dopo di loro dei fratelli Boukherma entriamo nella provincia francese degli anni ’90, dove l’estate sembra infinita ma segna già le prime ferite dell’età adulta. Tra amori improvvisi, rivalità e rabbia sociale, la crescita diventa un passaggio brutale, segnato da classe e destino.
In La festa è finita di Antony Cordier una villa borghese diventa teatro di una guerra silenziosa tra proprietari e custodi: un incidente innesca un gioco al massacro fatto di umiliazioni, potere e vendetta, dove la commedia si piega lentamente verso il grottesco.
Con Illusione di Francesca Archibugi un caso di violenza apre una zona d’ombra emotiva e morale: attorno a una giovane sopravvissuta si muovono adulti che proiettano, interpretano, cercano risposte che finiscono per dire più di loro che della verità stessa.
Per i Cinemino Classics La messa è finita di Nanni Moretti: il ritorno di un prete a Roma diventa il ritratto di una comunità smarrita e di un uomo che prova a farsi ascoltare in un mondo che ha perso ogni innocenza.
Completa la programmazione La balia di Marco Bellocchio, storia di maternità e desiderio nella borghesia di inizio Novecento, dove la presenza di una donna estranea incrina gli equilibri di una famiglia chiusa nelle proprie convenzioni.

Restano in programmazione: Yellow Letters, Antartica, The Sea.

I film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.
CineBau: sala pet friendly, primo spettacolo dedicato.

Ci vediamo in sala. Viva sempre il Cinemino.

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Il diritto di vedere il mareThe Sea�di Shai Carmeli-Pollak🔸Ven 22 Mag 21:30🌍🔸Dom 24 Mag 21:00🌍🔸Mar 26 Mag 19:30🌍 Il film...
22/05/2026

Il diritto di vedere il mare
The Sea�di Shai Carmeli-Pollak

🔸Ven 22 Mag 21:30🌍
🔸Dom 24 Mag 21:00🌍
🔸Mar 26 Mag 19:30🌍 Il film sarà introdotto da
🔸Mer 27 Mag 21:30🌍

Per Khaled il mare non è un luogo reale, ma un’immagine lontana, quasi mitologica. Esiste nei racconti degli altri, nei video visti sui telefoni, nei frammenti di memoria legati a una madre che non ha mai conosciuto davvero. Quando una gita scolastica che dovrebbe finalmente portarlo davanti all’acqua viene bloccata a un checkpoint per motivi burocratici tanto assurdi quanto crudeli, quel desiderio infantile si trasforma improvvisamente in qualcosa di più profondo: una ferita, una presa di coscienza, un bisogno ostinato di attraversare il confine che gli viene imposto.
Da quel momento il film segue il suo movimento inquieto dentro una terra fatta di muri, controlli e identità negate. Parallelamente il padre Rihbi vaga alla sua ricerca, anch’egli sospeso in una condizione precaria e invisibile, costretto a esistere ai margini di uno spazio che non sembra volerlo accogliere davvero. Attorno a loro si apre un mondo in cui anche il gesto più semplice, prendere un autobus, attraversare una strada, inseguire un sogno minuscolo, può trasformarsi in un atto di resistenza.

Shai Carmeli-Pollak costruisce il film mantenendo la semplicità dello sguardo infantile, ma lasciando emergere in ogni dettaglio il peso politico della realtà. Il mare diventa così molto più di una meta: è la promessa concreta di una libertà mai sperimentata, qualcosa che dovrebbe appartenere a tutti e che invece appare irraggiungibile.

Al centro resta la presenza potentissima del giovane Muhammad Gazawi, capace di dare a Khaled una rabbia e una vulnerabilità che non diventano mai simboliche o astratte, ma profondamente concrete. È proprio nella sproporzione tra la semplicità del desiderio, vedere il mare, e la durezza del mondo che The Sea trova tutta la sua forza emotiva e politica.

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Nel silenzio dell’AntartideAntartica – Quasi una fiaba di Lucia Calamaro da domani al Cinemino🔸Gio 21 Mag 17:00🇮🇹🔸Ven 22...
20/05/2026

Nel silenzio dell’Antartide
Antartica – Quasi una fiaba di Lucia Calamaro da domani al Cinemino

🔸Gio 21 Mag 17:00🇮🇹
🔸Ven 22 Mag 15:00🐶
🔸Sab 23 Mag 19:00🇮🇹
🔸Dom 24 Mag 19:00🇮🇹
🔸Mar 26 Mag 21:30🇮🇹
🔸Mer 27 Mag 15:00🐶🇮🇹

Nel bianco assoluto dell’Antartide, dove il tempo sembra perdere consistenza e ogni presenza umana appare minuscola davanti all’immensità del paesaggio, una piccola comunità di scienziati vive isolata per mesi dal resto del mondo all’interno della base Sidera. È uno spazio sospeso, quasi irreale, in cui la ricerca scientifica convive con la stanchezza emotiva, la solitudine e il bisogno ostinato di dare senso a ciò che continua a sfuggire. Quando Maria arriva alla base, portando con sé un’intelligenza inquieta e una difficoltà profonda ad accettare le gerarchie, l’equilibrio del gruppo inizia lentamente a incrinarsi. Il rapporto con Fulvio Cadorna, capomissione carismatico e fragile insieme, si trasforma progressivamente in un legame ambiguo fatto di stima, rivalità, dipendenza emotiva e bisogno reciproco di riconoscimento. Attorno a loro si addensano tensioni sotterranee, paure di fallimento e desideri trattenuti, mentre il ghiaccio esterno sembra riflettere quello interiore.

Più che raccontare la scienza in senso tradizionale, Lucia Calamaro usa la ricerca come metafora dell’impossibilità umana di raggiungere una verità definitiva. I corridoi metallici della base, il silenzio ovattato della neve e le giornate senza confini netti tra lavoro e vita privata diventano lo spazio mentale in cui si consumano conflitti profondamente emotivi. Il film interroga il rapporto tra ambizione intellettuale e vulnerabilità, tra autorità e bisogno d’amore, trasformando l’isolamento geografico in isolamento affettivo.

Antartica – Quasi una fiaba è un’opera rara nel cinema italiano contemporaneo: un racconto intimo e filosofico che usa il ghiaccio, la distanza e la scienza per parlare del bisogno profondamente umano di lasciare una traccia nel mondo.

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Confini invisibiliLa settimana del Cinemino 21 - 27 maggioIl cinema attraversa desideri, memorie e identità fragili. Una...
20/05/2026

Confini invisibili
La settimana del Cinemino 21 - 27 maggio

Il cinema attraversa desideri, memorie e identità fragili. Una settimana di personaggi che cercano un luogo a cui appartenere, o anche solo un varco possibile dentro mondi che li respingono, li rallentano, li mettono alla prova.

Con The Sea di Shai Carmeli-Pollak il mare diventa un desiderio semplice e irraggiungibile. Per Khaled è qualcosa che esiste oltre muri, checkpoint e confini imposti. Il suo viaggio si trasforma in una forma di resistenza quotidiana, fatta di ostacoli minimi e decisivi. Martedì 26 il film sarà introdotto in sala da Giulia Innocenzi.
In Antartica – Quasi una Fiaba di Lucia Calamaro una base scientifica immersa nel bianco assoluto diventa uno spazio mentale, dove ricerca, ambizione e fragilità si intrecciano fino a confondersi. Un film sul bisogno di riconoscimento e sulla difficoltà di lasciare una traccia nel mondo.
Con Nel Tepore del Ballo, Pupi Avati racconta il ritorno nei luoghi dell’infanzia e il confronto con ciò che riaffiora quando il presente si incrina. Un percorso fatto di memoria, nostalgia e possibilità ancora aperte.
Per i Cinemino Classics arriva Bianca di Nanni Moretti: ironia e inquietudine per un uomo che cerca ordine nei sentimenti, ma si scontra con la loro natura imprevedibile. Un ritratto della solitudine e del bisogno di controllo che si spezza davanti all’altro.
Domenica 24 maggio Focus On cinema delle donne: seminario, brunch con il critico e proiezione di Cléo dalle 5 alle 7, per attraversare la storia dello sguardo femminile nel cinema, dalle origini alle autrici contemporanee.

Restano in programmazione: A Cena con il Dittatore, La Donna Più Ricca del Mondo, Yellow Letters (Orso d’Oro alla 76ª Berlinale).

I film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.
CineBau: sala pet friendly, primo spettacolo dedicato.

Ci vediamo in sala. Viva sempre il Cinemino.

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Focus On… Il cinema delle donne - LongtakeIl cinema delle donne non è un genere, né una parentesi nella storia della Set...
18/05/2026

Focus On… Il cinema delle donne - Longtake

Il cinema delle donne non è un genere, né una parentesi nella storia della Settima Arte: è uno sguardo che ha attraversato il Novecento e continua ancora oggi a ridefinire linguaggi, temi e forme del racconto cinematografico. Una storia fatta di pionierismo, rivoluzioni silenziose e autrici che hanno saputo cambiare il modo di guardare il mondo attraverso la macchina da presa.

Domenica 24 maggio dedicheremo un’intera giornata a questo racconto.

Ripercorreremo le tappe fondamentali della regia al femminile: dalle sperimentazioni del cinema muto di Alice Guy fino alle grandi autrici contemporanee che hanno trasformato il cinema moderno. Parleremo di sguardi, sensibilità e poetiche differenti, attraversando epoche e cinematografie lontane tra loro ma unite dalla capacità di mettere in discussione prospettive e linguaggi dominanti.

Toccheremo figure fondamentali come Agnès Varda e Jane Campion, riflettendo su come il cinema delle donne abbia saputo raccontare il desiderio, l’identità, il corpo, la memoria e il rapporto con il reale in modi nuovi e profondamente personali.

Il tutto come piace a noi: partendo dai film.

Domenica 24 maggio
10:00 - Seminario sul cinema delle donne: storia, evoluzione e grandi autrici della regia al femminile, attraverso l’analisi di sequenze e film fondamentali.

13:00 - Brunch con il critico, per continuare a discutere insieme di cinema, autrici, poetiche e sguardi contemporanei.

14:30 - Proiezione di Cléo dalle 5 alle 7 di Agnès Varda, uno dei capolavori assoluti della Nouvelle Vague e del cinema europeo.

Una domenica per parlare di cinema, di immagini e di tutte quelle registe che hanno contribuito a rendere il cinema un’arte ancora più libera, personale e rivoluzionaria.

Il biglietto comprende seminario, brunch e proiezione.

Info e iscrizioni: https://www.longtake.it/it/corsi-e-webinar/il-cinema-delle-donne

Indirizzo

Via Seneca 6
Milan
20135

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 23:00
Martedì 14:00 - 23:00
Mercoledì 14:00 - 23:00
Giovedì 14:00 - 23:00
Venerdì 14:00 - 00:00
Sabato 10:00 - 00:00
Domenica 10:00 - 23:00

Telefono

+390235948722

Sito Web

https://linktr.ee/ilcinemino

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