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ODISSEA di Christopher Nolan (2026)Vittime di guerra. Nolan “racconta” Omero e continua a raccontare di uomini che fanno...
20/07/2026

ODISSEA di Christopher Nolan (2026)

Vittime di guerra. Nolan “racconta” Omero e continua a raccontare di uomini che fanno i conti con la loro coscienza. Che siano costruttori di bombe atomiche o cavalli di legno, poco importa. Il viaggio verso l’espiazione è fatta di fantasmi, morti, streghe e altri mostri. Chris Nolan, con budget faraonico e completa libertà artistica trasforma la sfida al fato e agli Dei omerica in una sfida contro se stesso e contro la natura umana. E Ulisse non è più l’uomo spavaldo e strafottente che abbiamo visto in altre trasposizioni, ma un reduce di guerra consapevole di essere responsabile di una carneficina a causa di una “idea”. E tra momenti non così riusciti (le sequenza di Polifemo/Gollum e i Lestrigoni/Elfi dopati), momenti ai limiti dell’horror trash (la maga Circe in versione maga Magò), momenti brutti (Scilla e Cariddi), Nolan ci porta nell’oscurità dell’Ade (sequenza magnifica) per risorgere a nuova vita. E anche il film cambia direzione. Il ritorno a Itaca è pieno di momenti emozionanti (la fuga dall’isola di Calypso, interpretata da una Charlize Theron fuori parte), momenti commoventi (l’incontro tra Ulisse e Penelope), svolte coraggiose (Atena di Zendaya) e momenti di puro action. E forse il viaggio tra mostri, fantasmi, streghe e giganti diventa il viaggio nella psiche di un uomo che forse non solo ha visto l’inferno, ma l’ha creato.

Della serie: “Captain DC”*****************************************SUPERGIRL di Craig Gillespie (2026)La ragazza che tocc...
07/07/2026

Della serie: “Captain DC”
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SUPERGIRL di Craig Gillespie (2026)

La ragazza che toccava il cielo. Kara, cugina di Superman, è giovane, depressa, ubriaca e vaga per l’universo in cerca di una casa. Fino a quando qualcuno non le tocca il cane. E se John Wick avrebbe fatto una strage, Supergirl deve prima smaltire la sbronza. James Gunn e Craig Gillespie proseguono il DC Universe con la “Super Famiglia” in stile Guardiani della Galassia (praticamente identico) e prova a creare una ribelle “anti-Superman” in gonnella che ha vissuto la sofferenza (non come il cugino). C’è Milly Alcock che ce la mette tutta a interpretare la super ragazza dal “cuore pesante” (meglio ubriaca che in costume ufficiale). C’è Eva Ridley, spalla inutile (e un po’ antipatica) con spada di Hattori Hanzo, in cerca di vendetta. Ci sono dei villain inutili che si fanno chiamare “i briganti” (ma davvero?!?!) e sono identici ai Ravagers. C’è Krypto che è diventato ormai il punto focale di tutto il DC universe. E poi c’è Jason Momoa, che finalmente interpreta Lobo, ma qui è sempre Jason Momoa (che spreco ragazzi). Per il resto è una fanta-avventura scritta col pilota automatico, con poca grinta, poche idee e pianeti tutti uguali (avete presente Captain Marvel della concorrenza? Ecco, stessa cosa). E la comparsata di Superman non risolleva nulla (altro grande problema). Unico personaggio degno di nota, l’autista del bus spaziale (per farvi capire). Dimenticabile.

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Della serie: “Osgood Perkins La Casa”*****************************************KEEPER - L’ELETTA di Osgood Perkins (2026)...
21/06/2026

Della serie: “Osgood Perkins La Casa”
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KEEPER - L’ELETTA di Osgood Perkins (2026)

Liz e Malcolm, decidono di passare un weekend nella casa in montagna di lui. Ma il luogo nasconde misteri e presenze.

Primo weekend romantico in una baita sperduta in mezzo ai boschi? Idea stuzzicante, sempre che la baita non sia già “occupata” da maschi tossici o altri mostri vari. Oz Perkins, dopo scimmie giocattolo, Hansel, Gretel e Nicolas Cage albino, torna a parlare di rapporti familiari, donne, favole e maledizioni. Qui gioca su atmosfere, claustrofobia, misteriose torte al cioccolato e Tatiana Maslany (brava, ma poco convincente nell’insieme), ma perde per strada una storia (scritta maluccio), ritmo, idee e paura. E se la prima parte è di una noia terribile (e piuttosto piatta), si arriva ad un atto finale che invece di esplodere come dovrebbe nella follia più estrema e inquietante, diventa un bizzarro delirio kitsch un po’ troppo veloce, facilone e WTF. E dopo 3 film (mediocri) in un anno e mezzo, ci chiediamo se Perkins abbia veramente le carte giuste per fare la differenza nell’horror contemporaneo. O se forse è il momento di prendersi una pausa. Sonno.

Della serie: “SI PUÒ FARE!”*****************************************LA SPOSA! di Maggie Gyllenhaal (2026)Chicago, anni 3...
17/06/2026

Della serie: “SI PUÒ FARE!”
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LA SPOSA! di Maggie Gyllenhaal (2026)

Chicago, anni 30. Alla ricerca di una compagna, il mostro di Frankenstein chiede aiuto ad una scienziata per riportare in vita una giovane donna assassinata.

Finché (non) morte non ci separi. Mostri, gangster e amori immortali (finché durano). In questo mondo di mostri “umani”, anche le “povere creature” hanno bisogno di compagnia. E forse l’unico modo è crearla. Possibilmente ribelle. Versione “pink power” de La Sposa di Frankenstein firmata Maggie Gyllenhaal che trasforma il leggendario film di James Whale in un autodistruttivo “folie à deux” gangsteristico non proprio indimenticabile. E tra cicatrici esterne e cicatrici interne, lingue nere e lingue strappate, maschi maschilisti e donne all’avanguardia, cinema e meta cinema, morte e rinascita, la Gyllenhaal, posseduta da una schizzata Mary Shelly, costruisce un fragile manifesto femminista retto solamente dalla straordinaria coppia Jessie Buckley/Christian Bale, splendidi e scatenati amanti freaks alla ricerca di un posto del mondo. E forse anche Maggie Gyllenhaal sta cercando il suo nel mondo del cinema. Ma dovrà aspettare la prossima “scossa”. Peccato.

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Della serie: “ci serve un UFO più grosso”*****************************************DISCLOSURE DAY di Steven Spielberg (20...
12/06/2026

Della serie: “ci serve un UFO più grosso”
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DISCLOSURE DAY di Steven Spielberg (2026)

UFO, UAP e i predatori della verità perduta. Il regista di E.T. torna tra i suoi “amici” alieni dopo avergli fatto guerra (dei Mondi). Strano film. Spielberg non alza mai lo sguardo al cielo, ma guarda (anzi “vede”) dentro gli esseri umani. E si interroga se vale la pena salvarli. E forse la chiave per farlo è sapere la verità delle verità. Siamo soli nell’universo? O meglio, siamo soli dentro di noi? Vabbè. Predestinati che parlano tutte le lingue dell’universo e predestinati che parlano attraverso la matematica, agenzie (non) governative (non così) segrete, oggetti magici, “ribelli risvegliati” che empatizzano, cerchi nel grano, possessioni “cosmiche”, Colin Firth cattivo, Messia meteorologi, animali che fissano, suore credenti, Roswell, stigmate, aureole, grandine, mass media e chi più ne ha più ne metta. Lunghissimo, bizzarro, sgangherato, a tratti goffo, sicuramente “vecchio”, ma la classe di Spielberg (e la bravura di Emily Blunt) salvano in parte la baracca (e bisogna dirlo, gli ultimi 15 minuti hanno il suo perchè). Se stavate cercate risposte (qualsiasi), forse questo non è il film per voi. Nemmeno se stavate cercando il film definitivo sugli UFO.

Flash! Ah Ah*****************************************MASTERS OF THE UNIVERSE di Travis Knight (2026)He-Man, il potere di...
05/06/2026

Flash! Ah Ah
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MASTERS OF THE UNIVERSE di Travis Knight (2026)

He-Man, il potere di Grayskull e nostalgia canaglia vieni a me. Diciamolo, ci vuole coraggio nell’anno di (dis)grazia 2026 a riportare al cinema i Masters (noi quasi-boomer li chiamavamo così all’epoca), leggendari personaggi fieramente anni 80 al limite del kitsch. All’epoca (1987) ci fu il famigerato film con Dolph Lundgren e un truccatisimo (e shaksperiano) Frank Langella (che a me era piaciuto). Ora Amazon ci riprova, costruisce un giocattolone per tutte le età e in qualche modo, il risultato lo porta a casa. Si punta sulla commedia dal scuole elementari, sull’azione senza sangue e sul look fedelissimo al materiale originale. Travis Knight (che proviene dall’animazione stop-motion), dirige un po’ a cervello spento (come il cervello di chi guarda) e mescola Thor - Love and Thunder, Superman, Flash Gordon, Barbie e Fantaghirò. Si procede tra cattivi truccati alla vecchia maniera, eroi con nomi strani (carina la motivazione), mascolinità non tossica, Idris Elba nel ruolo di se stesso, steroidi, team building, autostima, spade e chitarre (di Brian May). Nicholas Galitzine è un He-Man forse un po’ troppo rinco (e friendzonato), ma quando mena, funziona. Jared Leto, nascosto dalla motion capture e dal marketing, interpreta un efficace Skeletor, poco shaksperiano, molto simpatico. Per il resto è un giocattolo già “giocato” anni fa che forse nell’anno di (dis)grazia 2026 non ha più senso di esistere. Purtroppo.

02/06/2026

“Caro Dottor Brown, il giorno del mio viaggio nel tempo, tu sarai ucciso dai terroristi. Prendi le precauzioni necessarie per evitare questo terribile disastro. Il tuo amico, Marty.” (RITORNO AL FUTURO di Robert Zemeckis, 1985)

Dedicato a chi ha trovato (o troverà) il proprio Marty, che sia essere umano, animale o invisibile.

e chi se lo aspettava.. *****************************************BACKROOMS di Kane Parsons (2026)Clark, proprietario di ...
29/05/2026

e chi se lo aspettava..
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BACKROOMS di Kane Parsons (2026)

Clark, proprietario di un negozio di mobili, scopre un passaggio nascosto verso una dimensione parallela e inquietante.

L’uomo del labirinto. Uomini soli (o solitari) in luoghi deserti (o liminali). La complessità della mente umana e come “mapparla”. Se trovate un varco nel vostro scantinato che fa da ingresso a infiniti uffici gialli surreali, avete due strade. Entrare ed esplorarli o farvi aiutare da uno bravo. In tutti e due i casi, siete fottuti. Versione “cinema” delle famose (e misteriose) Backrooms “youtubiane” create da Kane Parsons, che qui dirige sotto il controllo della A24 (con due protagonisti di prim’ordine Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve). Tra delirio meta-cine-fisico, found footage, horror classico, horror pandemico e psico dramma, Parsons si sbizzarrisce, inciampa, si rialza, incanta e incredibilmente porta a casa il risultato (non così scontato per un 20enne alla sua prima esperienza). E crea un “illuminato” e bizzarro metaforone simil-IKEA (a tratti veramente ansiogeno) su noi stessi e sulle nostre ferite e luoghi dell’anima. E tra pirati, creature, negozi, stanze, stanzoni e case distrutte, le Backrooms ci ricordano che alla fine di tutto siamo soli. E nessuno può salvarci. Mica male.

Indirizzo

Mirandola
41037

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