14/05/2025
Sapevate che sulle larve di cetonia, così comuni nelle nostre compostiere, Lucio Corsi ha scritto una canzone?
"Il mio animale preferito è la cerambice della quercia"
"Da piccolo sognavo di essere un paleontologo, poi un cercatore di insetti. Cercavo le larve di Cetonia sotto i tronchi marci in campagna. Ho anche scritto una canzone sulle larve di Cetonia"
Ha pubblicato l'album "Bestiario musicale", le cui tracce sono:
La civetta
La lepre
La volpe
L'upupa
Il lupo
L'istrice
Il cinghiale
La lucertola
A "Che tempo che fa" ha corretto Fazio quando gli ha detto che lui cercava i vermi sotto la corteccia degli alberi, facendogli notare che non erano vermi, ma larve di coleottero.
Si è presentato sul palco vestito come Yattaman, ha duettato con Topo Gigio, ha scritto "Andy" sotto il suo stivale citando Toy Story, ricordandoci l'importanza del nostro fanciullino interiore.
Tutto questo è Lucio Corsi.
Ammetto che non conoscevo questo strabiliante cantautore, ma non nego che è per me è già un mito: essenzialmente ha reso accattivanti ed apprezzabili quelle passioni che caratterizzano noi Naturalisti, quella smodata curiosità per ciò che ci circonda e che ci fa talvolta identificare come "strani", ha ribadito l'importanza di non dimenticare mai che ciò ci piaceva da bambini non deve essere cancellato con l'età, ha candidamente mostrato l'importanza di mantenere sempre vivo un rapporto con la Natura. Insomma, incarna sostanzialmente ciò che cerco di far trapelare anche io nei miei scritti.
Forse non ce ne rendiamo conto, ma il messaggio che ha portato Lucio Corsi a Sanremo è fondamentale e potrebbe davvero portare la gente ad interrogarsi maggiormente su ciò che di naturale ci circonda, raggiungendo un pubblico vasto ed eterogeneo non necessariamente avvezzo a certi argomenti.
In un mondo musicale oggettivamente dominato da ostentazione del lusso, moda e gossip, lui sembra quasi un extraterrestre. E tutto ciò è meraviglioso.
Grazie Lucio!
(Testo di Andrea Bonifazi)