01/09/2026
PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE DA GIOVEDI’ 3 A MERCOLEDI’ 9 SETTEMBRE 2026
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FAMMI IL PIACERE
Regia di Reem Kherici.
Genere Commedia, - Francia, 2026,
durata 90 minuti
Un film che parla d’amore, desiderio e di una seconda possibilità.
Cosa succede quando, dopo vent’anni di matrimonio, una donna trova finalmente il coraggio di dire al proprio compagno una verità mai confessata?
F***y rivela a Thomas di non aver mai provato un orgasmo. Una confessione capace di mettere in discussione certezze, abitudini e perfino il modo in cui una coppia si è sempre guardata.
Ma Thomas, invece di lasciarsi travolgere dalla crisi, decide di fare qualcosa di sorprendente: ricominciare. Insieme a F***y intraprende un viaggio alla scoperta del desiderio, del piacere e di una nuova intimità.
Ispirato alla vera storia dei creatori del Womanizer, Fammi il piacere è una commedia francese ironica e irriverente che porta sullo schermo un tema ancora poco raccontato: il piacere femminile, anche quando la giovinezza è ormai alle spalle.
Con François Cluzet e Alexandra Lamy, il film ci ricorda che non esiste un’età per mettersi in gioco, per conoscersi meglio e, soprattutto, per riscoprire la complicità con la persona che abbiamo accanto.
Tra situazioni esilaranti, imbarazzi, sorprese e momenti di tenerezza, Fammi il piacere ci invita a sorridere, ma anche a riflettere su quanto sia importante parlare dei propri desideri senza vergogna.
Perché a volte, per ritrovare l’intesa, bisogna semplicemente avere il coraggio di ricominciare.
Venite a scoprirlo al cinema: potrebbe farvi sorridere… e forse anche guardare l’amore e il desiderio con occhi nuovi.
GIOVEDI’ 03/09 21,00
VENERDI’ 04/09 21,00
SABATO 05/09 21,00
DOMENICA 06/09 18,45-21,00
MARTEDI’ 08/09 21,00
MERCOLEDI’ 09/09 21,00
SILENT FRIEND
Regia di Ildikó Enyedi
Genere Drammatico, - Germania, Francia, Ungheria, 2025,
durata 145 minuti
Silent Friend: un film sul rapporto tra uomo e natura Silent Friend, diretto dalla regista ungherese Ildikó Enyedi, è un film che parla del rapporto tra gli esseri umani e la natura. La storia si svolge in tre epoche diverse — 1908, 1972 e 2020 — ma tutte sono collegate dalla presenza di un grande ginkgo biloba, che si trova nel giardino botanico dell'università di Marburgo, in Germania. L'albero è una sorta di protagonista silenzioso del film. Rimane nello stesso luogo mentre intorno a lui cambiano le persone, le generazioni e la società. Gli esseri umani vivono la loro vita, mentre il ginkgo continua a crescere e a osservare il passare del tempo. Nella prima storia, ambientata nel 1908, conosciamo Grete, una giovane donna interessata alla botanica e alla fotografia. In un'università ancora molto dominata dagli uomini, cerca di trovare il proprio spazio e di comprendere meglio il mondo delle piante. Nel 1972 incontriamo invece Hannes, un giovane studente che sviluppa un particolare interesse per una pianta. Attraverso questa esperienza comincia a guardare la natura in modo diverso e più attento. La terza storia è ambientata nel 2020, durante la pandemia. Il protagonista è un neuroscienziato di Hong Kong, interpretato da Tony Leung, che si trova in Germania per lavoro. L'isolamento provocato dalla pandemia lo porta a riflettere sulla coscienza e sulla possibilità che anche le piante possano avere forme di percezione che ancora non siamo in grado di comprendere. Uno dei temi principali del film è quindi la comunicazione. Gli esseri umani cercano continuamente di comunicare tra loro, ma anche di capire il mondo naturale. Il film ci fa però riflettere su una domanda: se le piante comunicano in un modo diverso dal nostro, siamo davvero capaci di ascoltarle? Un altro tema importante è il tempo. Per l'uomo cento anni sono un periodo enorme, mentre per un albero possono rappresentare soltanto una parte della sua vita. Il ginkgo diventa così un testimone silenzioso della storia e dei cambiamenti dell'umanità. Silent Friend non è quindi un film d'azione o basato su una trama tradizionale. È un film più lento e riflessivo, che invita lo spettatore a fermarsi e a osservare.
Il messaggio principale è forse proprio questo: non siamo gli unici protagonisti del mondo in cui viviamo. La natura ha i suoi tempi e le sue forme di vita, che non sempre riusciamo a comprendere. Per questo il film ci invita a guardare ciò che ci circonda con più attenzione, curiosità e umiltà.
GIOVEDI’ 03/09 21,00
SABATO 05/09 21,00
DOMENICA 06/09 18,30
MERCOLEDI’ 09/09 21,00
ODISSEA
Regia di Christopher Nolan
Genere Avventura, Drammatico, Fantasy, - USA, Gran Bretagna, 2026,
durata 172 minuti.
Dopo aver rivoluzionato il cinema con opere come Interstellar, Dunkirk e Oppenheimer, il regista britannico affronta il racconto che, da quasi tremila anni, continua ad affascinare il mondo: il viaggio di Ulisse. Ma quella che state per vedere non è una semplice trasposizione del poema di Omero. È una rilettura grandiosa, intensa e sorprendentemente attuale, in cui il mito diventa il racconto di un uomo segnato dalla guerra, costretto a fare i conti con le proprie colpe prima ancora che con i mostri del suo viaggio. Dopo la caduta di T***a, Ulisse affronta Polifemo, Circe, le Sirene, Calipso e perfino il regno dei morti. Ma il nemico più difficile da sconfiggere è se stesso. Nolan trasforma così l'epopea classica in una riflessione sul peso delle scelte, sulla responsabilità della vittoria e sul desiderio universale di ritrovare la propria casa. Per dare forma a questa visione, il regista ha realizzato il film più ambizioso della sua carriera. Con un budget di 250 milioni di dollari, riprese effettuate tra Grecia, Sicilia, Scozia, Islanda e Marocco e un cast straordinario guidato da Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland e Robert Pattinson, Odissea entra nella storia del cinema come il primo lungometraggio mai realizzato interamente con cineprese IMAX 70 mm. Una tecnologia sviluppata per offrire immagini di una definizione e di un coinvolgimento senza precedenti, pensata per trasformare ogni inquadratura in un'esperienza immersiva. È il motivo per cui questo film è stato concepito per il grande schermo e trova proprio qui la sua massima espressione. L'epica, lo spettacolo e l'emozione si fondono in un racconto che parla al nostro presente, ricordandoci che anche gli eroi possono sbagliare e che il viaggio più difficile non è quello attraverso il mare, ma quello dentro sé stessi. Tra pochi istanti inizierà un'avventura destinata a lasciare il segno.
Buona visione… e buon viaggio verso Itaca.
VENERDI’ 04/09 21,00
DOMENICA 06/09 18,00-20,45
TONY - DIARIO DI UN GIOVANE CUOCO
Regia di Matt Johnson
Genere Biografico, Commedia, Drammatico, - USA, 2026,
durata 106 minuti.
Tony – Prima della fama, c'era un ragazzo
Estate 1975. Anthony Bourdain ha solo 19 anni. È uno studente, sogna di diventare scrittore, è innamorato e soprattutto è convinto di essere destinato a qualcosa di grande. Ma quando perde una borsa di studio, si ritrova senza un futuro preciso e decide di partire per Provincetown, a Cape Cod.
È qui che la sua vita prende una direzione completamente inattesa.
Tony trova lavoro come lavapiatti in un ristorante. Entra così in un mondo duro, caotico e affascinante: quello delle cucine professionali. Tra chef imprevedibili, turni massacranti, piatti di pesce e amicizie improbabili, quel ragazzo che voleva diventare scrittore comincia a scoprire una nuova vocazione.
Questa non è però soltanto una storia di fantasia. Tony racconta gli anni della formazione di una persona realmente esistita: Anthony Bourdain, che sarebbe diventato uno degli chef, scrittori e divulgatori gastronomici più conosciuti e amati al mondo.
Ed è proprio questo l'aspetto più interessante del film: incontriamo Bourdain prima che diventasse Bourdain. Prima dei libri, delle televisioni, dei viaggi e della fama internazionale. Lo vediamo quando è ancora un ragazzo insicuro, impulsivo, pieno di sogni e di contraddizioni, che non sa ancora quale strada prendere.
Interpretato da Dominic Sessa, Tony è lontanissimo dall'immagine del personaggio sicuro e carismatico che il pubblico avrebbe conosciuto negli anni successivi. È un giovane che racconta storie, esagera, inventa, cerca di apparire migliore di quello che pensa di essere. Ma proprio questa fame di affermarsi lo porterà a trovare il proprio talento.
Al suo fianco c'è Antonio Banderas, nei panni di Ciro, il cuoco che rappresenta una sorta di mentore e che lo introduce definitivamente nel mondo della ristorazione.
Tony è quindi una storia vera, ma soprattutto è una storia di formazione: quella di un ragazzo che ancora non sa chi diventare e che trova quasi per caso la sua strada.
E c'è un elemento che rende la sua storia ancora più interessante.
Bourdain è arrivato alla fama prima che diventasse di moda il fenomeno degli chef-celebrità. Prima che cuochi e ristoratori diventassero vere e proprie star televisive, prima che la cucina entrasse così prepotentemente nell'intrattenimento e nella cultura popolare, Bourdain aveva già capito che dietro un piatto c'è una storia, dietro una cucina ci sono persone e dietro il cibo c'è un intero mondo da raccontare.
Non si limitò quindi a diventare uno chef famoso: trasformò il modo di raccontare la cucina, i cuochi e il viaggio, portando il pubblico dentro luoghi e culture che normalmente non avrebbe mai conosciuto.
Tony ci permette di tornare all'inizio di tutto. A quando non esistevano ancora il personaggio, la fama e il mito.
C'era soltanto un ragazzo di 19 anni, pieno di dubbi e di ambizioni, che per caso entrò in una cucina.
E da quella cucina sarebbe nato Anthony Bourdain.
VENERDI’ 04/09 21,00
DOMENICA 06/09 21,00
MARTEDI’ 08/09 21,00
KETTICE’
Regia di Giovanni Tortorici.
Genere Commedia, - Italia, 2026,
durata 107 minuti.
Ketticè – L’adolescenza quando non sai ancora chi sei
Palermo, 2012. Giulio ha 16 anni e, come spesso accade a quell'età, non ha ancora trovato il suo posto nel mondo.
Vive in una famiglia ricchissima, ma profondamente disfunzionale. A scuola non ha nessuna voglia di studiare, la fidanzata lo lascia, gli amici lo trascinano in notti di erba e sambuca e le sue giornate sembrano scorrere senza una vera direzione.
Poi incontra Ketty.
Ketty è diversa da tutti gli altri: sicura di sé, provocatoria, imprevedibile. Insieme girano per Palermo in minicar, alla ricerca dello sballo, dell'amore, del divertimento e, forse senza rendersene conto, di un modo per sfuggire a una realtà che non offre loro grandi prospettive.
Giovanni Tortorici, al suo secondo film, torna a raccontare l'adolescenza dopo Diciannove, ma questa volta fa un passo indietro: dai diciannove anni passa ai sedici. E lo fa con uno sguardo libero, irriverente e molto personale.
Tortorici fa parte della factory di Luca Guadagnino, con cui ha collaborato anche alla serie We Are Who We Are. Il suo cinema nasce proprio da una grande attenzione per i giovani, per il loro linguaggio, i loro comportamenti e soprattutto per quella sensazione di essere sospesi tra ciò che si è e ciò che si dovrebbe diventare.
In Ketticè Palermo non è semplicemente lo sfondo della storia. È una città vissuta di notte, attraversata in macchina, piena di contraddizioni, di famiglie potenti e fragili, di ragazzi che cercano di divertirsi mentre intorno a loro sembra non esserci nessuna vera prospettiva.
E mentre Giulio e Ketty cercano il loro posto nel mondo, sullo sfondo c'è l'Italia degli anni di Berlusconi, dei reality show, della televisione e di una cultura che sembra aver smesso di offrire ai ragazzi dei modelli in cui riconoscersi.
Ma Ketticè non è un film semplicemente “sulla crisi dei giovani”. È soprattutto un film sull'essere adolescenti: sul sentirsi persi, sul voler essere adulti senza sapere ancora come, sul bisogno di essere visti e compresi.
Il risultato è un film spesso divertente, provocatorio, pieno di musica, slang, dialetto e situazioni surreali. Un racconto che non cerca di rendere i suoi protagonisti migliori di quello che sono, ma li osserva con tutte le loro contraddizioni.
Al centro ci sono Salvatore Gallina e Rachele Testagrossa, nei panni di Giulio e Ketty. Due giovani interpreti capaci di dare ai loro personaggi una grande naturalezza e soprattutto un'energia difficile da dimenticare.
Con Ketticè, Tortorici racconta una generazione che sembra non avere una direzione, ma che proprio attraverso il caos, l'ironia e la voglia di vivere cerca disperatamente di trovare un senso.
Un film sull'adolescenza, sulla noia, sulla ribellione e sul bisogno, universale, di capire chi siamo prima che sia qualcun altro a deciderlo per noi.
GIOVEDI’ 03/09 21,00
SABATO 05/09 21,00
DOMENICA 06/09 18,30
MARTEDI’ 08/09 21,00
MERCOLEDI’ 09/09 21,00