03/03/2017
"Se ti strappi il cuore per paura che soffra semplicemente lo distruggi in un altro modo"
Mi rendo conto che serve.
Le cose belle non vanno dimenticate.
Le cose belle andrebbero vissute ma quando non si può, devono avere la possibilità di essere ripercorse, anche solo su foglio.
Voglio cercare di proteggere tutto il buono che c'è stato.
Voglio proteggerle da tutte le chiacchere maligne accese da gente di poco conto, gente senza tatto e buona fede, gente piena di invidia e rancore.
Quella gente che giudica l'amore senza provarlo.
Quella gente che predica ciò che è giusto ma che puntualmente non lo mette in pratica.
Voglio proteggerle anche da te.
Giorno dopo giorno, queste cose le stai facendo scomparire.
Tutti i contorni, tutte le sfaccettature del nostro percorso stanno pian piano svanendo ed io sto li a ripassare di nero tutti I bordi cancellati.
Faccio tanta fatica a starti dietro. I tuoi passi sono sempre più lunghi ed ormai non riesco più a raggiungerti.
Non aver paura di questa piccola pazzia, perchè in fondo la vita si vive rischiando..
PONTE MILVIO.
Beh diciamo che Ponte Milvio è l'inizio di tutto. Lo immagino come il nostro "porto sicuro".
Me la ricordo bene quella sera. La prima pazzia.
Una uscita insolita. Io, te e 2 amici in macchina come se fosse normale.
Quanto ci guardavamo quella sera?
Due incoscienti. Non capivamo nemmeno noi quello che sarebbe accaduto.
Doveva essere solo uno sfizio ma a me già pareva tutt'altro.
Mentre tornavamo alla macchina ti sei avvicinato senza farci vedere da nessuno, ed io li pronta ad allontanarti.
E poi è successo per la prima volta.
BAKERY.
Mamma che buoni quei biscotti!
Mi piacevano quelle serate: una semplice tuta ( la mia che regolarmente sporcavo di cioccolato e tu con l'affare del secolo che d'affare ha ben poco: ricordati che hai una tuta di cotone!), macchina, chiacchere, baci e biscotti.
Cose semplici ma le migliori.
Fare l'amore al sapore di cioccolato non era poi cosi male.
PARCHEGGI.
Non è il massimo del romaticismo lo so pure io ma quello avevamo e quello ci facevamo andare bene.
Ore e ore abbiamo passato in macchina e non ci stancavamo mai. Un attimo erano le 23.00 e l'attimo dopo erano le 3.00.
In un parcheggio ci siamo baciati per la prima volta.
In un parcheggio abbiamo discusso decine di volte.
In un parcheggio ci siamo conosciuti davvero e a fondo.
In un parcheggio non serviva parlare.
In un parcheggio ci siamo voluti bene.
HOTEL.
Una cosa mai fatta: prenotare un hotel per poche ore. Ennesima pazzia.
Entrare ed uscire come ladri. Ma quanto ci piaceva e quanto ridevamo.
Ormai era un rito: Booking, prenotazione veloce, vino bianco e check in.
Ci ripenso e sorrido.
Non riesco a trovare nulla di squallido in tutto quello che abbiamo condiviso.
Tornavamo a casa tardi, stanchi e spettinati, ma ero felice.
Sarò scema ma era tutto come doveva essere: puro, vero e sincero.
Volevamo solo un ritaglio di spazio e di tempo nostro per toccarci e stare attaccati, sempre.
PRANZO AL MARE.
Ennesima cosa improvvisata.
Ennesima voglia di fare qualcosa insieme.
Il primo pranzo. E lo sai la cosa che mi piace più di tutte?
E' il fatto che niente ci ha mai messo a disagio, mai in imbarazzo.
Dalle cose più sceme a quelle più intime non c'è mai stata paura o vergogna.
Questo, per me, è il punto di svolta nei rapporti: quando non c'è nessun intoppo, nessuna cosa non detta, nessun bacio mancato.
Un pranzo semplice ed un traffico di ritorno interminabile.
Cantavamo come pazzi, ci baciavamo come pazzi, ci prendevamo la mano e tutto andava bene.
Voglio non ricordare il fatto che poi quella giornata si è conclusa male.
L'ennesima volta in cui non potevamo essere liberi di stare insieme.
L'ho detto: solo cose belle.
IL NOSTRO REGALO DI NATALE.
Eccoci alla cosa che ha cambiato tutto.
O meglio, la cosa che ha fatto luce su quello che sospettavo ma che allontanavo.
In quel letto rotondo, in quella doccia ma sosprattuto dentro quell'idromassaggio mi sono innamorata di te.
Mi sono innamorata di te e di me insieme. Mi sono innamorata di te con me.
Di te che metti la camicia perchè sai che mi piace.
Di te che mi chiedi consigli su come sei vestito.
Di te che mi prendi in giro ma lo so che, almeno per te, sono bella.
Di te che mi prendi la mano mentre guidi.
Di te che ti trema la voce quando parliamo di noi.
Di te che stavi abbracciato a me dentro quella vasca e nessuno può solo immaginare come stavamo.
Di te che mi riempivi di caramelle e sorrisi.
Di cioccolato fondente e baci.
Di te che mi ti buttavi addosso nel nostro parcheggio dopo il lavoro.
Di te che riuscivi a calmarmi.
Di te che fai le battute per ingelosirmi e puntualmente ci riesci.
Di te che mi baci.
Di te che mi guardi ed io che li riconosco I tuoi occhi su di me.
Di te che prendi tutto il letto quando dormiamo.
Di te che non capisci ed io che sto li e ti apro la testa.
Di te che se dico che mi piaci quando non ti pettini, il giorno dopo I tuoi capelli non hanno l'ombra della cera.
Di te che parlare di me ti agita.
Di te che non ammetti che io e te potremmo essere tanto.
Ma soprattuto, che poi è la cosa che ancora oggi mi frega, mi sono innamorata dei tuoi occhi.
Negli ultimi giorni ho imparato a non incrociarli. Non credo mi faccia bene.
Hai gli occhi belli tu.
FARE L'AMORE.
Non riesco a buttare giù frasi di filo logico.
Era tutto, troppo.
Sensazioni difficili e consapevoli.
Fare l'amore con te è sempre stato bellissimo, appagante e completo.
Conosci tutto di me, In quei momenti eravamo una cosa sola.
Amavo il dopo. Stare appiccicati per ore, anche senza parlare.
Ed è quello che mi manca da morire.
Stare attaccata a te, senza pensieri.
Stare attaccata a te fisicamente.
TORRE ARGENTINA.
Non è stato per niente bello.
Si la camera, si la colazione, si la visuale della camera ma non mi sentivo bene.
Non me la sono goduta. Li già avevo capito.
E anche se dopo hai provato a saltare: c'è stato un cinema, c'è stata la prima "uscita ufficiale", niente era come doveva. Ma questa è un'altra storia.
Ma poi è tutto.
Io che non so le strade e tu che mi dici destrra quando è sinistra.
Quelle telefonate interminabili. Quella voglia di raccontarci qualsiasi cosa.
Una condivisione estrema. Di tutto e su tutto.
Tu e il sushi.
La prima volta che ci siamo baciati in piedi davanti Camponeschi.
Noi a Campo dè Fiori coi vetri rotti.
Il tuo burrocacao che sta nel mio cassetto.
La tua pallina che è ancora nella mia macchina.
Poco tempo abbiamo avuto.
Poco ce ne hai concesso.
Ti lascio stare perchè è giusto cosi.
Già lo sai. Credo di avere tanto bisogno di te ma non fa niente. Mi basto e mi avanzo da sola.
La rabbia che provo la voglio mettere da parte. Almeno ora, almeno qui sopra.
Forse, anzi sicuramente, tutto questo è a senso unico.
Forse non condividerai nulla.
Forse ti apparirà tutto esagerato e poco credibile.
Forse sono più forti quelle brutte persone che ti dicevo prima e le loro pressioni.
Forse non sono abbastanza.
Forse sono troppo e tu vuoi solo il minimo indispensabile.
Forse I miei baci non sono stati sufficienti.
E' solo che i tuoi occhi non mi vedono più.
"Non siamo fatti per stare da soli, ma nemmeno con chiunque"