Lions Club Termoli Host

Lions Club Termoli Host Lions Club Termoli Host
http://www.lionsclubtermolihost.it/

04/07/2026

E' avvenuta a Termoli presso l'Auditorium Comunale di Termoli, il Lions Club Termoli Host ha presentato il libro "La Fontana a Piè di Castello. Storia, restauro e valore di un simbolo della città", opera di ricerca storica curata dal socio Roberto Crema. L'evento, patrocinato dalla Regione Molise, dalla Provincia di Campobasso, dall'Associazione Andrea de Capua e dal Comune di Termoli, ha riunito istituzioni, cittadini e appassionati di storia locale in una sala straordinariamente gremita.
Il libro di Roberto Crema rappresenta un'opera storiografica di grande profondità e dedizione, frutto di anni di meticolosa ricerca nei documenti d'archivio e nella memoria dei luoghi. Un'opera che riporta alla luce la memoria collettiva della città e della sua storia. Dall’opera di ricerca emerge come la realizzazione dell'antica fontana, costruita alla fine dell'Ottocento, sia stata contrassegnata da una tormentata storia caratterizzata da difficoltà economiche, burocratiche e tecniche. Attraverso immagini d'archivio autentiche, fotografie storiche e documenti originali, Crema ripercorre minuziosamente il percorso che ha portato alla costruzione di questo capolavoro architettonico in marmo di Carrara e pietra di Apricena. La fontana non emerge nella narrazione come un semplice oggetto del passato, ma come testimonianza vivente dei valori civici, della resilienza e della determinazione della comunità termolese, capace di superare notevoli ostacoli per realizzare un'opera di bellezza e utilità collettiva.
Il lavoro di Crema è particolarmente meritorio per aver dato voce agli attori storici – amministratori, tecnici, cittadini – che hanno reso possibile questa realizzazione, restituendo dignità e memoria a scelte che hanno modellato l'identità della città.
Il Lions Club Termoli Host, attivo sin dalla sua fondazione nel 1961 nella salvaguardia del patrimonio cittadino, ha sostenuto il progetto e i costi di tutta la realizzazione del complesso restauro della fontana conclusasi dopo tre anni di lavoro nel 2014. La fontana era stata gravemente danneggiata dal tempo, dall'incuria e dal vandalismo. I lavori, avviati sotto la presidenza di Nicola Pace e conclusi sotto quella di Oreste Campopiano, hanno restituito alla città uno dei suoi simboli più cari e preziosi.
Anche i costi della pubblicazione e dell'evento di presentazione sono stati interamente sostenuti dal Club; i proventi della vendita del libro saranno devoluti integralmente in beneficenza e alla Fondazione per la solidarietà della Lions Club International, trasformando l'opera editoriale in uno strumento di servizio verso le comunità più fragili.
L'evento di presentazione, si è svolto in una prospettiva multidisciplinare che esalta la complessità dell'opera, moderato da Stefano Leone e introdotto dal presidente del Lions club Termoli Host Nicola Muricchio, ha offerto una prospettiva articolata e profonda sul significato storico, culturale e simbolico della fontana.
La socia Ester Tanasso, che ha seguito il restauro sin dal primo direttivo del 2011, ha illustrato con straordinaria sensibilità il carattere femminile del monumento, quale simbolo di gratuità, nutrimento e accoglienza. La fontana, secondo la lettura della Tanasso, rappresenta una forza generativa e nutriente: come tutti nasciamo dall'acqua, così la fontana si offre gratuitamente a tutti, compiendo un atto di cura verso l'intera comunità. Ester Tanasso ha sottolineato come la fontana sia stata storicamente un "network ante litteram" – uno spazio vitale di incontro, scambio e relazione sociale. In un'epoca segnata dal consumismo e dall'isolamento digitale, la fontana recupera la sua funzione di richiamo alla bellezza, alla socialità e alla condivisione, opponendosi all'atomizzazione della vita moderna. La sua bellezza non è passatista, bensì un richiamo vivo alla necessità di comunità intenzionali e di memoria collettiva, come teorizzato da Tocqueville nel suo insegnamento sul valore fondativo dell'associazionismo.
Antonio D'Ambrosio ha elogiato il libro per la sua notevole complessità narrativa che mescola rigore storico e poesia, un'opera di complessità inaspettata, che racchiude simultaneamente una dimensione tecnica rigorosa, una narrazione affascinante, una profondità poetica e una carica emozionale straordinaria. Ha sottolineato come la fontana, erogando acqua gratuitamente, compia un "atto di amore verso il singolo e verso la comunità", incarnando il valore civico che il libro stesso celebra. D'Ambrosio ha evidenziato come il merito storico degli amministratori del tempo consista nell'aver deciso di trasformare la fontana in un monumento, non in un semplice rubinetto: questa scelta riflette la volontà di elevarsi a nuova dignità civica, segnando il passaggio verso una maggiore salubrità, qualità della vita e consapevolezza culturale. Ha inoltre sottolineato come la narrazione di Crema affronti con lucidità tutti gli eventi burocratici, politici, economici e sociali che hanno contraddistinto la costruzione della fontana, restituendo una storia veramente ricca e vitale per la comunità cittadina. La relazione tra l'artista che realizza l'opera e la comunità, come suggerito nelle riflessioni di D'Ambrosio, è determinata dall'amore – quello stesso amore che Platone descriveva non come semplice sentimento romantico, bensì come desiderio di completamento che muove dalla materia verso l'Idea del Bello.
Roberto Crema, nel suo intervento dal titolo "Il racconto di un bene comune che attraversa il tempo e ritorna alla sua comunità", ha dato voce alla fontana stessa, trasformandola in testimone silenzioso della storia di Termoli. Con una prosa intrisa di umanità, Crema ha descritto come la fontana abbia osservato generazioni intere: bambini giocare, volti cambiare, persone partire senza ritorno, testimoniando il rapido mutamento della città.
L'autore ha magistralmente evidenziato come la fontana rimanga lì, fedele testimone del tempo, voce narrante di un passato che continua a parlare al presente. In un'epoca caratterizzata dalla velocità e dall'effimero, la fontana rappresenta ancoraggio, memoria e continuità, invitando la comunità a riscoprire il valore dei beni comuni e la bellezza della lentezza.
L'atmosfera dell'evento è stata arricchita da letture teatrali curate dagli attori Antonella Pacifico e Aldo Gioia, che hanno dato corpo e voce ai testi di Crema, da un intermezzo musicale del maestro Donato Santoianni che ha accompagnato la narrazione emotiva della serata, e dalla proiezione di documenti d'archivio autentici, disegni di progettazione originali e fotografie storiche che hanno illustrato con vivacità le fasi del complesso e accurato restauro realizzato a spese del Lions Club Termoli Host.
Il Governatore del Distretto Lions 108° Stefano Maggiani ha ricordato come il progetto rientra nel service del Lions Club International "Custodi del tempo – Missioni agenti pulenti nelle città tra passato e futuro", che mira ad avvicinare giovani e cittadini alla conoscenza, al recupero della propria storia e al rispetto dei beni comuni. Come evidenziato nel corso della presentazione, l'accesso all'acqua rappresenta un diritto fondamentale e una ricchezza collettiva, mentre la bellezza architettonica e la qualità estetica degli spazi pubblici sono strumenti di coesione sociale.
L'evento ha registrato una straordinaria partecipazione di cittadini e istituzioni, tra cui, il Governatore del Distretto 108° del Lions Club International Stefano Maggiani, il Presidente del Consiglio Regionale Quintino Pallante, l'assessore regionale e socio del Club Michele Marone, il consigliere provinciale Bruno Fraraccio, l'architetto Giovanni Risolo presidente dell'Associazione culturale Andrea de Capua, l’Officer del service "Custodi del tempo – Missioni agenti pulenti nelle città tra passato e futuro" Patrizia Nicolaini, il Presidente della 7 Circoscrizione Lions Franco Cristaldi, il Presidente della zona B della 7 Circoscrizione Lions Mimmo Fabbiano, il Presidente del Termoli Tifernus Ilio Giordano, le altre autorità Lions e numerosi professionisti del territorio. La sala completamente gremita ha testimoniato come cittadini e istituzioni condividano una passione autentica per Termoli e per il recupero dei tesori culturali locali.
Roberto Crema ha ricordato i contributi di Vincenzo Sciarretta, dell'architetto Tamburrino,e ha rivolto ringraziamenti particolari al Lions Club Termoli Host per il sostegno incondizionato a questa opera editoriale e in particolare al Presidente del Club Nicola Muricchio, ai soci Oreste Campopiano, Giuseppe Musacchio e Tommaso Freda, il cui lavoro è stato determinante nel restauro e nella realizzazione di questo progetto.
Il volume di Roberto Crema sottolinea con forza la valenza sociale e culturale della fontana, trasformandola da semplice oggetto del passato a eredità consapevole che forgia l'identità collettiva di Termoli. L'opera rappresenta un invito potente alla cittadinanza, specialmente ai giovani, a riscoprire il rispetto per i beni comuni e artistici, riconoscendo in essi non reliquie del passato, bensì fondamenti vivi della convivenza civile.
Questa pubblicazione rafforza l'impegno del Lions Club Termoli Host nel promuovere una comunità consapevole, partecipativa e custode delle proprie radici storiche, pronta a tramandare alle generazioni future il significato profondo dei beni comuni e la bellezza come strumento di riscatto civico e umano.

Giuseppe Musacchio

Avvenuta Presentazione del libro di Roberto Crema "La Fontana a Piè di Castello" con la quale il Lions Club Termoli Host...
04/07/2026

Avvenuta Presentazione del libro di Roberto Crema "La Fontana a Piè di Castello" con la quale il Lions Club Termoli Host celebra la storia e il restauro di un simbolo della città

E' avvenuta a Termoli presso l'Auditorium Comunale di Termoli, il Lions Club Termoli Host ha presentato il libro "La Fontana a Piè di Castello. Storia, restauro e valore di un simbolo della città", opera di ricerca storica curata dal socio Roberto Crema. L'evento, patrocinato dalla Regione Molise, dalla Provincia di Campobasso, dall'Associazione Andrea de Capua e dal Comune di Termoli, ha riunito istituzioni, cittadini e appassionati di storia locale in una sala straordinariamente gremita.
Il libro di Roberto Crema rappresenta un'opera storiografica di grande profondità e dedizione, frutto di anni di meticolosa ricerca nei documenti d'archivio e nella memoria dei luoghi. Un'opera che riporta alla luce la memoria collettiva della città e della sua storia. Dall’opera di ricerca emerge come la realizzazione dell'antica fontana, costruita alla fine dell'Ottocento, sia stata contrassegnata da una tormentata storia caratterizzata da difficoltà economiche, burocratiche e tecniche. Attraverso immagini d'archivio autentiche, fotografie storiche e documenti originali, Crema ripercorre minuziosamente il percorso che ha portato alla costruzione di questo capolavoro architettonico in marmo di Carrara e pietra di Apricena. La fontana non emerge nella narrazione come un semplice oggetto del passato, ma come testimonianza vivente dei valori civici, della resilienza e della determinazione della comunità termolese, capace di superare notevoli ostacoli per realizzare un'opera di bellezza e utilità collettiva.
Il lavoro di Crema è particolarmente meritorio per aver dato voce agli attori storici – amministratori, tecnici, cittadini – che hanno reso possibile questa realizzazione, restituendo dignità e memoria a scelte che hanno modellato l'identità della città.
Il Lions Club Termoli Host, attivo sin dalla sua fondazione nel 1961 nella salvaguardia del patrimonio cittadino, ha sostenuto il progetto e i costi di tutta la realizzazione del complesso restauro della fontana conclusasi dopo tre anni di lavoro nel 2014. La fontana era stata gravemente danneggiata dal tempo, dall'incuria e dal vandalismo. I lavori, avviati sotto la presidenza di Nicola Pace e conclusi sotto quella di Oreste Campopiano, hanno restituito alla città uno dei suoi simboli più cari e preziosi.
Anche i costi della pubblicazione e dell'evento di presentazione sono stati interamente sostenuti dal Club; i proventi della vendita del libro saranno devoluti integralmente in beneficenza e alla Fondazione per la solidarietà della Lions Club International, trasformando l'opera editoriale in uno strumento di servizio verso le comunità più fragili.
L'evento di presentazione, si è svolto in una prospettiva multidisciplinare che esalta la complessità dell'opera, moderato da Stefano Leone e introdotto dal presidente del Lions club Termoli Host Nicola Muricchio, ha offerto una prospettiva articolata e profonda sul significato storico, culturale e simbolico della fontana.
La socia Ester Tanasso, che ha seguito il restauro sin dal primo direttivo del 2011, ha illustrato con straordinaria sensibilità il carattere femminile del monumento, quale simbolo di gratuità, nutrimento e accoglienza. La fontana, secondo la lettura della Tanasso, rappresenta una forza generativa e nutriente: come tutti nasciamo dall'acqua, così la fontana si offre gratuitamente a tutti, compiendo un atto di cura verso l'intera comunità. Ester Tanasso ha sottolineato come la fontana sia stata storicamente un "network ante litteram" – uno spazio vitale di incontro, scambio e relazione sociale. In un'epoca segnata dal consumismo e dall'isolamento digitale, la fontana recupera la sua funzione di richiamo alla bellezza, alla socialità e alla condivisione, opponendosi all'atomizzazione della vita moderna. La sua bellezza non è passatista, bensì un richiamo vivo alla necessità di comunità intenzionali e di memoria collettiva, come teorizzato da Tocqueville nel suo insegnamento sul valore fondativo dell'associazionismo.
Antonio D'Ambrosio ha elogiato il libro per la sua notevole complessità narrativa che mescola rigore storico e poesia, un'opera di complessità inaspettata, che racchiude simultaneamente una dimensione tecnica rigorosa, una narrazione affascinante, una profondità poetica e una carica emozionale straordinaria. Ha sottolineato come la fontana, erogando acqua gratuitamente, compia un "atto di amore verso il singolo e verso la comunità", incarnando il valore civico che il libro stesso celebra. D'Ambrosio ha evidenziato come il merito storico degli amministratori del tempo consista nell'aver deciso di trasformare la fontana in un monumento, non in un semplice rubinetto: questa scelta riflette la volontà di elevarsi a nuova dignità civica, segnando il passaggio verso una maggiore salubrità, qualità della vita e consapevolezza culturale. Ha inoltre sottolineato come la narrazione di Crema affronti con lucidità tutti gli eventi burocratici, politici, economici e sociali che hanno contraddistinto la costruzione della fontana, restituendo una storia veramente ricca e vitale per la comunità cittadina. La relazione tra l'artista che realizza l'opera e la comunità, come suggerito nelle riflessioni di D'Ambrosio, è determinata dall'amore – quello stesso amore che Platone descriveva non come semplice sentimento romantico, bensì come desiderio di completamento che muove dalla materia verso l'Idea del Bello.
Roberto Crema, nel suo intervento dal titolo "Il racconto di un bene comune che attraversa il tempo e ritorna alla sua comunità", ha dato voce alla fontana stessa, trasformandola in testimone silenzioso della storia di Termoli. Con una prosa intrisa di umanità, Crema ha descritto come la fontana abbia osservato generazioni intere: bambini giocare, volti cambiare, persone partire senza ritorno, testimoniando il rapido mutamento della città.
L'autore ha magistralmente evidenziato come la fontana rimanga lì, fedele testimone del tempo, voce narrante di un passato che continua a parlare al presente. In un'epoca caratterizzata dalla velocità e dall'effimero, la fontana rappresenta ancoraggio, memoria e continuità, invitando la comunità a riscoprire il valore dei beni comuni e la bellezza della lentezza.
L'atmosfera dell'evento è stata arricchita da letture teatrali curate dagli attori Antonella Pacifico e Aldo Gioia, che hanno dato corpo e voce ai testi di Crema, da un intermezzo musicale del maestro Donato Santoianni che ha accompagnato la narrazione emotiva della serata, e dalla proiezione di documenti d'archivio autentici, disegni di progettazione originali e fotografie storiche che hanno illustrato con vivacità le fasi del complesso e accurato restauro realizzato a spese del Lions Club Termoli Host.
Il Governatore del Distretto Lions 108° Stefano Maggiani ha ricordato come il progetto rientra nel service del Lions Club International "Custodi del tempo – Missioni agenti pulenti nelle città tra passato e futuro", che mira ad avvicinare giovani e cittadini alla conoscenza, al recupero della propria storia e al rispetto dei beni comuni. Come evidenziato nel corso della presentazione, l'accesso all'acqua rappresenta un diritto fondamentale e una ricchezza collettiva, mentre la bellezza architettonica e la qualità estetica degli spazi pubblici sono strumenti di coesione sociale.
L'evento ha registrato una straordinaria partecipazione di cittadini e istituzioni, tra cui, il Governatore del Distretto 108° del Lions Club International Stefano Maggiani, il Presidente del Consiglio Regionale Quintino Pallante, l'assessore regionale e socio del Club Michele Marone, il consigliere provinciale Bruno Fraraccio, l'architetto Giovanni Risolo presidente dell'Associazione culturale Andrea de Capua, l’Officer del service "Custodi del tempo – Missioni agenti pulenti nelle città tra passato e futuro" Patrizia Nicolaini, il Presidente della 7 Circoscrizione Lions Franco Cristaldi, il Presidente della zona B della 7 Circoscrizione Lions Mimmo Fabbiano, il Presidente del Termoli Tifernus Ilio Giordano, le altre autorità Lions e numerosi professionisti del territorio. La sala completamente gremita ha testimoniato come cittadini e istituzioni condividano una passione autentica per Termoli e per il recupero dei tesori culturali locali.
Roberto Crema ha ricordato i contributi di Vincenzo Sciarretta, dell'architetto Tamburrino,e ha rivolto ringraziamenti particolari al Lions Club Termoli Host per il sostegno incondizionato a questa opera editoriale e in particolare al Presidente del Club Nicola Muricchio, ai soci Oreste Campopiano, Giuseppe Musacchio e Tommaso Freda, il cui lavoro è stato determinante nel restauro e nella realizzazione di questo progetto.
Il volume di Roberto Crema sottolinea con forza la valenza sociale e culturale della fontana, trasformandola da semplice oggetto del passato a eredità consapevole che forgia l'identità collettiva di Termoli. L'opera rappresenta un invito potente alla cittadinanza, specialmente ai giovani, a riscoprire il rispetto per i beni comuni e artistici, riconoscendo in essi non reliquie del passato, bensì fondamenti vivi della convivenza civile.
Questa pubblicazione rafforza l'impegno del Lions Club Termoli Host nel promuovere una comunità consapevole, partecipativa e custode delle proprie radici storiche, pronta a tramandare alle generazioni future il significato profondo dei beni comuni e la bellezza come strumento di riscatto civico e umano.

Giuseppe Musacchio

13/06/2026
13/06/2026
13/06/2026

Il convegno si è aperto con i saluti di Nicola Muricchio, Presidente Lions Club Termoli Host e di Giovanni Di Matteo, Sindaco del Comune di San Martino in Pensilis.
Il Professor Rossano Pazzagli, docente di Storia del Territorio e dell'Ambiente all'Università del Molise e Direttore della Scuola dei Piccoli Comuni, ha guidato l'incontro con il suo contributo scientifico. Il moderatore, prof. Michele Fratino, ha sottolineato la passione del professore per lo studio della storia del paesaggio agrario, ribadendo come la ricerca storica deve essere guida al futuro e non fonte di sterile teorizzazione. Pazzagli rappresenta uno dei maggiori esperti italiani nel campo della storia ambientale e territoriale, coniugando la ricerca accademica rigorosa all'impegno concreto verso le comunità locali.
Le aree interne italiane affrontano sfide significative: spopolamento, invecchiamento demografico e marginalizzazione economica. Tuttavia, questi territori custodiscono un patrimonio straordinario di conoscenze, tradizioni e potenzialità ancora da valorizzare. L'80% del territorio italiano è caratterizzato da morfologia collinare, e i piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti rappresentano la spina dorsale della civiltà italiana, secondo la visione di Carlo Cattaneo.
Tra gli anni 1950 e 1970, mentre l'Italia conosceva uno sviluppo economico senza precedenti, molti paesi dimezzavano la loro popolazione. In quegli anni a fronte di un aumento demografico complessivo di 7 milioni di italiani, i territori interni si sono progressivamente svuotati. Nei decenni successivi, lo spopolamento ha continuato, accompagnato da una contrazione demografica generale, solo parzialmente compensata dall'arrivo di circa 5 milioni di immigrati.
Secondo il prof. Pazzagli, la soluzione delle problematiche del territorio richiede strategie di lungo periodo, anche di 30 anni, fondate su un paradigma completamente nuovo.
Il modello attuale di sviluppo, basato su competizione sfrenata, processi di concentrazione, velocità e individualismo, ha generato la marginalizzazione progressiva dei nostri territori. Questo paradigma deve essere radicalmente sostituito da un modello che esalti la partecipazione, la cooperazione, la solidarietà e il bene comune, restituendo dignità alle comunità locali e alle loro potenzialità.
Il prof. Pazzagli ha evidenziato come il territorio italiano sia una rete di paesi e comunità, le cui trasformazioni nel paesaggio raccontano storie di sviluppo diseguale. Ha sottolineato che lo scopo dello studio storico è comprendere il futuro per costruire soluzioni sostenibili, ribadendo il rischio che le iniziative si arenino in "progetti vuoti e disancorati dalle realtà locali".
La governance locale deve valorizzare l'autonomia dei comuni e promuovere collaborazione fra realtà locali anziché accorpamenti forzati. La scelta di creare macro comuni rappresenterebbe un errore; al contrario, la cooperazione volontaria tra le diverse realtà comunali è la strada corretta.
Le iniziative devono partire dal basso: dai cittadini, dalle istituzioni locali, dalle associazioni di volontariato e dalle parrocchie, puntando anche all'integrazione dei nuovi arrivati secondo principi di inclusione e solidarietà.
L'innovazione accessibile deve sfruttare la tecnologia per creare opportunità lavorative nei piccoli paesi, non come un ritorno al passato, ma come scoperta di nuove possibilità che esaltino le potenzialità locali.
La tutela dei servizi essenziali, come le piccole scuole, i servizi locali e sanitari è fondamentale per la sopravvivenza delle comunità. La perdita della scuola ad esempio può rappresentare, letteralmente, un "atto di morte" per la comunità.
Il Sindaco di San Martino in Pensilis, Giovanni Di Matteo, ha evidenziato come molte scelte sbagliate del passato, frutto di decisioni politiche assunte senza adeguata comprensione del contesto territoriale, continuino a pesare sulle comunità locali. Ha sottolineato, tuttavia, la necessità di accettare le sfide contemporanee per proporre soluzioni calibrate su quelle che sono le esigenze locali.
Il Governatore Stefano Maggiani del Distretto 108A ha ricordato che il Lions Club International persegue il suo servizio a favore delle comunità locali, cercando di favorire una presenza sempre più capillare attraverso la creazione di nuovi club anche nei paesi più piccoli. Ha sottolineato come la collaborazione tra associazioni e cittadini possa favorire una "rinascita dal basso", riprendendo l'invito del Presidente Kennedy a essere cittadini attivi: «Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese». Maggiani ha osservato come l'imprenditoria privata e l'iniziativa locale siano riconosciute come leve fondamentali per generare nuove opportunità sociali ed economiche, purché orientate verso principi di sostenibilità territoriale e beneficio collettivo.
Il governatore ha infine lodato i presidenti del Termoli Host Nicola Muricchio, del Termoli Tifernus Ilio Giordano e del Club di Larino Marilena Astolfo per aver promosso un convegno di così grande attualità per il nostro territorio.
Il convegno ha rappresentato un'occasione di riflessione sulle strategie di sviluppo sostenibile, la tutela del paesaggio e la vitalità dei borghi, riaffermando che il futuro delle aree interne passa attraverso il recupero consapevole dei legami con il territorio e il coraggio di sperimentare modelli alternativi di crescita basati su cooperazione, solidarietà e partecipazione democratica.
Servire la società è la nostra missione

L’Addetto Stampa
Giuseppe Musacchio
Officer Distrettuale Comunicazione - Newsletter
Lions Club Internazional Distretto 108A

"Abitare i Paesi: Territorio, Paesaggio e Futuro delle Aree Interne" è il titolo del convegno organizzato dai Lions Club...
13/06/2026

"Abitare i Paesi: Territorio, Paesaggio e Futuro delle Aree Interne" è il titolo del convegno organizzato dai Lions Club Termoli Host, Termoli Tifernus e Larino, in collaborazione con il Comune di San Martino in Pensilis, che si è svolto mercoledì 10 giugno 2026, presso la Sala Consiliare del Palazzo Baronale di San Martino in Pensilis.

Il convegno si è aperto con i saluti di Nicola Muricchio, Presidente Lions Club Termoli Host e di Giovanni Di Matteo, Sindaco del Comune di San Martino in Pensilis.
Il Professor Rossano Pazzagli, docente di Storia del Territorio e dell'Ambiente all'Università del Molise e Direttore della Scuola dei Piccoli Comuni, ha guidato l'incontro con il suo contributo scientifico. Il moderatore, prof. Michele Fratino, ha sottolineato la passione del professore per lo studio della storia del paesaggio agrario, ribadendo come la ricerca storica deve essere guida al futuro e non fonte di sterile teorizzazione. Pazzagli rappresenta uno dei maggiori esperti italiani nel campo della storia ambientale e territoriale, coniugando la ricerca accademica rigorosa all'impegno concreto verso le comunità locali.
Le aree interne italiane affrontano sfide significative: spopolamento, invecchiamento demografico e marginalizzazione economica. Tuttavia, questi territori custodiscono un patrimonio straordinario di conoscenze, tradizioni e potenzialità ancora da valorizzare. L'80% del territorio italiano è caratterizzato da morfologia collinare, e i piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti rappresentano la spina dorsale della civiltà italiana, secondo la visione di Carlo Cattaneo.
Tra gli anni 1950 e 1970, mentre l'Italia conosceva uno sviluppo economico senza precedenti, molti paesi dimezzavano la loro popolazione. In quegli anni a fronte di un aumento demografico complessivo di 7 milioni di italiani, i territori interni si sono progressivamente svuotati. Nei decenni successivi, lo spopolamento ha continuato, accompagnato da una contrazione demografica generale, solo parzialmente compensata dall'arrivo di circa 5 milioni di immigrati.
Secondo il prof. Pazzagli, la soluzione delle problematiche del territorio richiede strategie di lungo periodo, anche di 30 anni, fondate su un paradigma completamente nuovo.
Il modello attuale di sviluppo, basato su competizione sfrenata, processi di concentrazione, velocità e individualismo, ha generato la marginalizzazione progressiva dei nostri territori. Questo paradigma deve essere radicalmente sostituito da un modello che esalti la partecipazione, la cooperazione, la solidarietà e il bene comune, restituendo dignità alle comunità locali e alle loro potenzialità.
Il prof. Pazzagli ha evidenziato come il territorio italiano sia una rete di paesi e comunità, le cui trasformazioni nel paesaggio raccontano storie di sviluppo diseguale. Ha sottolineato che lo scopo dello studio storico è comprendere il futuro per costruire soluzioni sostenibili, ribadendo il rischio che le iniziative si arenino in "progetti vuoti e disancorati dalle realtà locali".
La governance locale deve valorizzare l'autonomia dei comuni e promuovere collaborazione fra realtà locali anziché accorpamenti forzati. La scelta di creare macro comuni rappresenterebbe un errore; al contrario, la cooperazione volontaria tra le diverse realtà comunali è la strada corretta.
Le iniziative devono partire dal basso: dai cittadini, dalle istituzioni locali, dalle associazioni di volontariato e dalle parrocchie, puntando anche all'integrazione dei nuovi arrivati secondo principi di inclusione e solidarietà.
L'innovazione accessibile deve sfruttare la tecnologia per creare opportunità lavorative nei piccoli paesi, non come un ritorno al passato, ma come scoperta di nuove possibilità che esaltino le potenzialità locali.
La tutela dei servizi essenziali, come le piccole scuole, i servizi locali e sanitari è fondamentale per la sopravvivenza delle comunità. La perdita della scuola ad esempio può rappresentare, letteralmente, un "atto di morte" per la comunità.
Il Sindaco di San Martino in Pensilis, Giovanni Di Matteo, ha evidenziato come molte scelte sbagliate del passato, frutto di decisioni politiche assunte senza adeguata comprensione del contesto territoriale, continuino a pesare sulle comunità locali. Ha sottolineato, tuttavia, la necessità di accettare le sfide contemporanee per proporre soluzioni calibrate su quelle che sono le esigenze locali.
Il Governatore Stefano Maggiani del Distretto 108A ha ricordato che il Lions Club International persegue il suo servizio a favore delle comunità locali, cercando di favorire una presenza sempre più capillare attraverso la creazione di nuovi club anche nei paesi più piccoli. Ha sottolineato come la collaborazione tra associazioni e cittadini possa favorire una "rinascita dal basso", riprendendo l'invito del Presidente Kennedy a essere cittadini attivi: «Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese». Maggiani ha osservato come l'imprenditoria privata e l'iniziativa locale siano riconosciute come leve fondamentali per generare nuove opportunità sociali ed economiche, purché orientate verso principi di sostenibilità territoriale e beneficio collettivo.
Il governatore ha infine lodato i presidenti del Termoli Host Nicola Muricchio, del Termoli Tifernus Ilio Giordano e del Club di Larino Marilena Astolfo per aver promosso un convegno di così grande attualità per il nostro territorio.
Il convegno ha rappresentato un'occasione di riflessione sulle strategie di sviluppo sostenibile, la tutela del paesaggio e la vitalità dei borghi, riaffermando che il futuro delle aree interne passa attraverso il recupero consapevole dei legami con il territorio e il coraggio di sperimentare modelli alternativi di crescita basati su cooperazione, solidarietà e partecipazione democratica.
Servire la società è la nostra missione

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Giuseppe Musacchio
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