Il Piccolo Cinema è un luogo di discussione aperto, è un laboratorio di immagini, è un atelier di idee. È un forum, una piazza, un luogo d’incontro che usa il cinema per capire il mondo, per aprirsi ad esso. Il Piccolo Cinema è un nuovo modello per stare insieme, nato dal basso, senza gerarchie. È un piccolo centro di elaborazione di racconti attraverso le immagini. Nel Piccolo Cinema si mette in
discussione la visione dominante, lo status quo, l’invasione di immagini in movimento. Nel Piccolo Cinema si dibatte e s’impara, l’uno dall’altro. Si selezionano testi, parole, storie: e poi si capovolgono, si distruggono, si ricreano, si modificano. Il Piccolo Cinema è una scuola di cinema senza scuola, senza docenti, senza allievi. È un’anti-scuola: non è un’emanazione delle istituzioni accademiche, né una protesi di scuole tecniche. Non è un Istituto, né un corso di cinema. Non è un prolungamento di noiose lezioni inconcludenti, né un corso post-laurea. Non supplisce alla mancanza di pratica o di discussione di nostri corsi universitari, anche se ce ne sarebbe bisogno. Il Piccolo Cinema è un cinema… piccolo. Ovvero è un piccolo specchio della vita, è un modo per (ri)vederla, una minuta lente per osservarla, in modo intimo e collettivo allo stesso tempo. Non come se la vita e i suoi abitanti fossero tante piccole formiche, e noi gli scienziati: al contrario, noi formiche tra formiche.